Coronavirus, l'epidemia e il pericolo dei "supercontagiosi"

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Roma, 11 feb. (askanews) - La vicenda di un uomo britannico, che ha contratto il coronavirus a Singapore per poi infettare 11 persone tra Francia, Regno Unito e Spagna nel corso del suo viaggio di rientro in patria, ha alimentato l'allarme sui "super-spreaders", i "super-contagiosi", persone infettate ma asintomatiche, portatori di una forte carica virale. I super-contagiosi sono presenti in tutte le epidemie e hanno un ruolo importante nella diffusione della malattie.

"Super-spreader" è un termine vago, che non ha una chiara definizione scientifica, ma indica un paziente che infetta un numero elevato di persone, più della norma. In media una persona infettata dal coronavirus lo trasmette a due-tre persone: ma si tratta di una media, c'è ci non contagia nessuno, chi contagia molti. I medici hanno rilevato che un paziente su cinque trasmette l'infezione a più persone della media. (Segue)