Coronavirus, l'epidemia e il pericolo dei "supercontagiosi" -2-

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Roma, 11 feb. (askanews) - Il motivo per cui ciò accade non è chiaro. Alcuni ipotizzano che abbia a che fare con il sistema immunitario del super-contagioso, che potrebbe essere troppo debole per sopprimere il virus, o troppo forte, al punto che non ci sono sintomi eppure il virus viene trasmesso. La supercontagiosità dipende da vari fattori, tra cui l'esposizione a una dose più elevata di virus e ad altri patogeni. L'unica certezza è che è impossibile sapere in anticipo chi può diventare un super-spreader.

E' certamente un super-spreader il 53enne britannico ricoverato in osservazione in un ospedale di Londra, che ha contratto l'infezione durante un congresso a Singapore. Sulla via del ritorno l'uomo è andato a sciare con la famiglia in uno chalet di Les Contamines-Montjoie, località sciistica francese. Cinque persone che erano in vacanza con lui sono risultate positive ai test, compreso un bambino di nove anni, da quando l'uomo è tornato in patria su un volo easyJet da Ginevra e ha ricevuto la sua sua diagnosi di coronavirus a Brighton. Un altro britannico che era in vacanza nello chalet è tornato a casa a Maiorca, nelle Baleari, ed è stato ricoverato in ospedale a Palma. Altre quatto persone inglesi che erano in vacanza nella stessa località sono risultate positive al coronavirus. Al congresso di Singapore c'era un uomo proveniente da Wuhan, città cinese epicentro dell'epidemia, probabilmente anche lui un super-spreader. Ci sono vari malati di varie nazionalità tra i presenti al congresso. (Segue)