Coronavirus, Letta: "Ci giochiamo futuro Italia in Ue"

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"La crisi da coronavirus per l’Europa è peggiore di quella del 2008 e deciderà il futuro dell’Italia nell’Unione". Ne è convinto l'ex premier Enrico Letta che in un'intervista a 'la Repubblica' dice che "serve subito un patto europeo da estendere poi al G7 in modo da affrontarla nella logica di una vera e propria guerra mondiale al virus". Una crisi, secondo Letta, peggiore di quella del 2008 perché "tocca insieme domanda e offerta. Una situazione che durerà a lungo" e che, a parere dell'ex premier "è da brividi, ma abbiamo vantaggio: conosciamo gli errori commessi dopo Lehman Brothers e possiamo evitarli". 

"La Commissione Ue di Ursula von der Leyen ha compiuto un primo importante passo congelando il Patto di Stabilità e le regole antitrust - dice Letta - ma ora dobbiamo andare oltre: è necessario lanciare subito una European safety net, una rete di protezione europea che consenta ai governi di fare il necessario senza essere attaccati dai mercati e finire gambe all’aria". E aggiunge: "La Bce deve lanciare il suo 'Whatever it takes' evitando errori di comunicazione come quello di Lagarde e il Mes deve diventare il centro della risposta Ue alla crisi. Deve usare la sua enorme potenza di fuoco per sostenere il lavoro, le imprese e le banche e per aiutare i bilanci nazionali impegnati contro il virus. Dobbiamo inoltre dirottare i vari fondi della Commissione Ue per sostenere misure sociali e serve un bilancio dell’Unione 2021-2027 pari all’1,3% del Pil come chiede il Parlamento, superando le resistenze dei Paesi del Nord". 

Quanto alla reazione del Governo italiano, Letta non ha dubbi: "Siamo la prima democrazia ad affrontare una crisi senza precedenti e ora ci seguono anche quelli che fino a pochi giorni fa ci deridevano. Stiamo vivendo giorni che rimarranno nella storia del Paese: se manterremo intatte queste energie, il rinnovato spirito di unità tra Nord e Sud e la fine della litigiosità tra partiti, l’Italia saprà rilanciare l’economia e ne uscirà più forte come nazione".