Coronavirus: Lisa Bernardini, 'impossibile pianificare stop accordi per eventi futuri'

Coronavirus: Lisa Bernardini, 'impossibile pianificare stop accordi per eventi futuri'

Roma, 16 mar. (Labitalia) – “Il mondo della cultura e dello spettacolo è stato stravolto dall'emergenza sanitaria coronavirus. In verità, è tutta la nostra quotidianità sociale in generale che è stata sconvolta, ma dal momento che nella vita professionale mi occupo di comunicazione e organizzazione di eventi, desidero trasmettere la mia esperienza circa quello che conosco bene, e quindi mi sto riferendo in particolare al mio settore”. Lo dice all’Adnkronos/Labitalia Lisa Bernardini, giornalista, pr e presidente dell'Associazione culturale Occhio dell'Arte azione di promozione sociale.

“Non si riesce più – sottolinea – a pianificare niente, né a breve né a media scadenza: soprattutto dopo l'ultimo decreto sull' Italia come zona rossa ed i numeri che ogni giorno la Protezione Civile dirama su contagiati e morti, l'impressione netta da addetta ai lavori è che alberghi incertezza totale sui tempi della ripresa, a partire dal momento in cui si potranno cominciare di nuovo a riprogrammare scadenze e incontri pianificatori”.

“Gli eventi più strutturati – spiega – hanno necessità di molti mesi di programmazione: richiedono accordi quasi mai facili, impiego spesso ingente di reti e capitali sociali da mettere in campo per far conciliare contenuti e scopo, possibilità di avere accesso a colloqui con istituzioni pubbliche ed enti privati per ottenere collaborazioni di varia natura”. “Questo – avverte Lisa Bernardini – vale soprattutto per gli eventi ricorsivi: festival, rassegne, kermesse, concorsi letterari, mostre; intendo in poche parole riferirmi a tutte quelle situazioni consolidate di anno in anno e per le quali si mettono in campo forze e capitali non indifferenti, edizione dopo edizione”.

“Gli sponsor privati – fa notare – essenziali per la maggior parte degli eventi che si svolgono oggi, dai più piccoli ai più grandi, hanno bisogno di certezze promozionali: perchè si dovrebbero investire capitali se non in cambio di una immagine adeguata di ritorno e di una visibilità che significhi di riflesso incassi che giustifichino quella sponsorizzazione? Oggi certezze non se ne hanno, di nessun tipo. E con l'incertezza e l'impossibilità a programmare qualsiasi cosa, in automatico si è bloccato un settore”. “Il danno economico – rimarca – è senza precedenti, e riguarda tutti gli attori coinvolti: il coronavirus sta diventando ogni giorno di più un confine tra il ‘prima’ ed il ‘dopo’, di cui difficilmente noi giornalisti, organizzatori ed operatori culturali ci potremo dimenticare".

"Chi ha partita Iva – prosegue – nei settori dove io per prima opero è seriamente preoccupato dell'andamento della situazione: chi come me fa l'ufficio stampa di personaggi; chi per lavoro pianifica e costruisce eventi complessi; chi si relaziona con reti sociali da far combaciare per ottenere risultati: chi, insomma, come me ha bisogno di certezze e di programmazione, di fatto ha smesso di lavorare; e se noi non lavoriamo, come riusciamo a far funzionare a nostra volta l'intero comparto culturale e contribuire per la nostra parte ad una gran fetta di economia?”.

“Questa emergenza sanitaria – ammette Lisa Bernardini – va del resto ad affossare situazioni che già prima erano in crisi: i giornalisti da tempo immemore operano in un campo, quello editoriale, che sta attraversando una forte trasformazione; alla cultura del nostro Paese sono anni che non è riconosciuto unanimamente il potenziale merito che invece ha nel far circolare il denaro, nel contribuire positivamente al mondo del lavoro e, soprattutto, nel migliorare la nostra società”. “Voglio però – dice – essere positiva e confidare nelle immense risorse che gli italiani hanno sempre avuto per uscire forti dai periodi bui: prime fra tutte la creatività, la caparbietà, l'ingegno nel re-inventarsi ed un oggettivo talento in molti campi”.