Coronavirus Lombardia, 1218 morti e oltre 13200 positivi

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Il numero di morti in Lombardia per il Coronavirus raggiunge i 1.218. I nuovi decessi, in 24 ore, sono stati 252. Sono i dati dell'assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera. Quella di oggi è la giornata peggiore in assoluto per numero di morti in Lombardia da quando è scoppiata l'emergenza. Con i decessi delle ultime ore si è superato il "primato" della giornata dell'11 marzo, quando erano stati 149.  

I contagiati salgono a 13.272, più 1.587. I ricoverati in ospedale sono quasi 5mila, 4.898 precisamente. Sono 602 in più rispetto a ieri. I ricoverati in terapia intensiva sono "solo 25 in più" rispetto a ieri. "Siamo a 757 in tutto", spiega Gallera. "Ieri erano cresciuti a 75, oggi il dato è ridotto, ma non dobbiamo cantare vittoria".  

La provincia di Bergamo "è ancora quella che cresce di più" per contagi da Coronavirus. Ci sono oggi 3.416 positivi al virus, +552 rispetto a ieri. Dopo c'è Brescia, con 2.463 casi (+351). A Milano e provincia ci sono 1.750 persone positive, in crescita di 200 malati. A Milano città ci sono 711 contagiati, 79 in più. "Milano, in relazione alla popolazione è ancora un numero abbastanza basso", osserva Gallera.  

"Oggi le nostre città lombarde sono molto vuote, il livello di consapevolezza è più forte e quindi la battaglia la vinceremo, le poche persone in giro hanno le mascherine e stanno a distanza una dall'altra, questo è l'atteggiamento giusto", sottolinea l'assessore. Quella di oggi "è un'altra giornata con dati in crescita: i risultati noi contiamo di vederli tra un'altra settimana perché come sapete l'incubazione è tra sette e dieci giorni e può arrivare fino a 14".  

Quindi, "chi ha avuto una vita relazionale fino a sabato, domenica evidentemente manifesterà sintomi del Coronavirus". Regione Lombardia auspica di "arrivare alla fine della prossima settimana a fare un bilancio per cui i contagi hanno iniziato a rallentare".  

In Lombardia, intanto, sono arrivati 90 ventilatori da parte della Protezione civile nazionale e 90 sono stati messi a disposizione da reparti diversi dalle terapie intensive. In molti presidi, "abbiamo riconvertito le unità coronariche in terapie intensive e quindi anche i loro respiratori vengono usati per la gestione dei pazienti con polmonite".  

Dal punto di vista nazionale, "c'è un impegno della protezione civile a darcene altri 26 da qui ai prossimi tre giorni e altri cento da qui ai prossimi sette giorni, contiamo molto su questo programma", fa sapere Gallera. 

"Molti trasferimenti di oggi li abbiamo fatti al Policlinico di Monza o all'Auxologico di Milano, all'Humanitas o al San Raffaele, tutte strutture private accreditate. E' smentito ancora oggi chi denigra il modello sanitario lombardo: c'è una grande azione comune e una grande mobilitazione di tutti", evidenzia Gallera.  

Per quanto riguarda le nuove assunzioni, "siamo arrivati a 1.900 domande per posti a disposizione negli ospedali, ne sono state valutate 832, ieri erano 630, e già inviate alle aziende". Sulle terapie intensive "c'è uno sforzo titanico: abbiamo raggiunto 1.200 posti in terapia intensiva, ne abbiamo destinati al Covid 924, si è recuperato un buon margine rispetto a ieri, questo è un elemento importante".  

Non solo la Fiera di Milano con i suoi 500 posti: Regione Lombardia ha un altro piano per trovare 192 posti di terapia intensiva in pochi giorni.  

"Il presidente Fontana - ha spiegato Gallera - ha chiamato Guido Bertolaso a darci una mano per la realizzazione dell'ospedale in Fiera e per aiutarci a trovare personale, ventilatori e tutto il necessario per attrezzare posti letto di terapia intensiva, utilizzando anche i molti contatti che ha a livello internazionale, sia il personale che deve essere qualificato".  

A parte questo, "noi abbiamo strutturato un altro piano, che prevede di realizzare altri 192 posti letto di terapia intensiva, di cui 90 siamo in grado di strutturarli in sette giorni". I posti si troveranno "al San Carlo in due piani vuoti, al Policlinico, al Niguarda, al San Matteo e al San Gerardo". Servono, però, i macchinari, di cui la Protezione civile deve dare una risposta.