Coronavirus, Lombardia chiusa: le possibili misure per impedire spostamenti

Coronavirus Lombardia chiusa misure

Stando a quanto si legge sulla bozza del decreto che il governo firmerà nella serata di sabato 7 marzo 2020 per limitare la diffusione del coronavirus, la Lombardia dovrebbe essere chiusa totalmente così come 11 province esterne ad essa. Quali potrebbero essere le misure per blindare una regione e impedire ingressi e uscite?

Coronavirus, Lombardia chiusa: le possibili misure

Evitare in modo assoluto ogni spostamento in entrata e in uscita dai territori di cui al presente articolo, nonché all’interno dei medesimi territori di cui al presente articolo, salvo che per gli spostamenti motivati da indifferibili esigenze lavorative o situazioni di emergenza“. Così recita l’articolo 1 del probabile decreto che il governo sta varando per fronteggiare il diffondersi dell’infezione.

Ciò vorrebbe dire di fatto chiudere tutti i confini della regione e vietarne ogni ingresso, sia via auto che via aereo sia utilizzando qualsiasi altro mezzo di trasporto. Tra le misure ipotizzabili per garantire ciò potrebbe esserci, almeno per quanto riguarda le vie terrestri, la ripetizione del modello Codogno. Il comune, focolaio del virus in regione, era stato blindato all’ingresso e all’uscita mediante presidi costanti delle forze dell’ordine. Queste avevano il compito di garantire che chiunque entrasse nel paese non uscisse più per evitare così che potesse portare all’esterno il virus.

I presidi andrebbero stanziati su ogni possibile canale di entrata in Lombardia. Cosa che richiederebbe però un ingente numero di agenti tolti dalle strade. Un’altra ipotesi è l’utilizzo dell’esercito per il medesimo scopo. La situazione si farebbe ovviamente più complessa sulle autostrade, dove potrebbe essere obbligatorio prendere l’ultima uscita prima della Lombardia (o viceversa l’ultima della regione se si parte dall’interno).

Per quanto riguarda gli spostamenti via treno/autobus si potrebbe pensare alla limitazione delle corse, che terminerebbero il loro viaggio all’ultima fermata fuori dalla Lombardia o dentro la regione, a seconda della destinazione. E da qui poi ripartirebbero per il percorso opposto.

Relativamente ai voli, l’unica soluzione al momento ipotizzabile è quella dell’annullamento di tutti quelli in partenza dagli aeroporti lombardi o in arrivo nei medesimi. Altrimenti potrebbero subire un dirottamento, anche se sarebbe poco funzionale dal momento che anche utilizzando altri mezzi non sarebbe comunque possibile entrare o uscire dalla Regione.

Si attendono comunque indicazioni da parte del governo una volta firmato il decreto.