Coronavirus in Lombardia, l’allarme: “Ospedali in tilt con la diffusione”

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Regione Lombardia, dopo aver sottolineato che il numero di persone che un infetto può contagiare è pari a 2,5, ha lanciato un allarme relativo alla capienza degli ospedali. Se la diffusione dovesse infatti essere massiccia, le strutture “andranno in grave crisi non solo per i ricoveri da coronavirus ma per tutti i pazienti“.

Coronavirus in Lombardia: allarme per gli ospedali

Questo perché i posti del reparto di terapia intensiva, dove sono ricoverate diverse persone con molteplici patologie. Tra questi neonati, pazienti malati da molto tempo o persone sottoposte a interventi chirurgici difficili e impegnativi. I posti però sono in numero limitato. Proprio per questo, qualora i contagi aumentassero capillarmente tanto da richiedere le cure in questo reparto, gli ospedali andrebbero in crisi perché non avrebbero abbastanza letti per tutti.

In conseguenza di ciò, ha spiegato Regione Lombardia, si sono rese necessarie le misure restrittive contenute nell’ordinanza del 25 febbraio che, tenendo conto dei dati, si sono rivelate corrette. Stanno infatti consentendo di contenere e rallentare la diffusione del virus e permettere quindi di avere un numero di pazienti nella maggioranza dei casi ancora gestibile.

Il primo sintomo del rischio che corrono le strutture ospedaliere è dato dall’esempio di Lodi. Il governatore Attilio Fontana ha spiegato che qui si è verificato un affollamento di ricoveri tra cui 17 proprio in terapia intensiva. Dato che i posti del nosocomio in questo reparto non sono molti, i medici si sono visti costretti a trasferire alcuni pazienti in altre terapie intensive della Regione.