Coronavirus, in Lombardia la zona rossa è senza controlli

Coronavirus, fuga dalla zona rossa_ controlli assenti

Milano e la nuova psicosi da zona rossa, l’effetto coronavirus abbinato alla quarantena imposta dal decreto fa scattare l’esodo e da Stazione Centrale le compagnie danno il via libera. “Non è responsabilità di Trenitalia” -racconta la testimonianza del personale addetto dell’info point -“È possibile che una volta giunti nella vostra destinazione le forze dell’ordine vi fermino per misurarvi la febbre, oppure che vi portino in ospedale per effettuare un tampone“.

Insomma se la fuga dalla quarantena non ricade sulle responsabilità delle compagnie di viaggio (poiché nel decreto è previsto che il comparto trasporti non si debba fermare), allora l’unica speranza di arginare il contagio ricade sul buonsenso dei cittadini italiani. Gli stessi che, per intenderci, hanno affollato gli intercity notte poco prima che il Presidente Giuseppe Conte rendesse noto il contenuto del nuovo dpcm.

Coronavirus, fuga dalla zona rossa

Ma se in treno è così facile lasciare la zona rossa, ci chiediamo se sarà lo stesso anche in auto. Il nuovo decreto prevede misure più stringenti, una su tutte l’assoluto divieto di entrata e uscita. Ma come si può contenere il virus se l’effetto stesso di questo decreto ha in poche ore provocato il fuggi fuggi generale? Come si possono contenere regioni e province senza posto di blocco sulle frontiere? Abbiamo attraversato la Lombardia fino alla provincia di Piacenza per poi cambiare direzione verso il Piemonte e infine la Liguria: quest’ultima fuori dalle zone interessate dall’isolamento.

Nel nostro viaggio attraverso le zone rosse non abbiamo avuto problemi, le autorità latitano e neanche la cartellonistica luminosa ci ricorda che viaggiare ai tempi del coronavirus è caldamente sconsigliato. Nessun controllo alle uscite autostradali, assente ogni misura di supervisione anche ai caselli.

La stessa situazione si verifica effettuando il nostro percorso all’inverso: entrare in Lombardia o in una delle province contrassegnate come zona a rischio è senza alcun dubbio molto facile.

Muoversi lungo le autostrade è facile, i percorsi liberi e agilmente percorribili, la comunicazione della chiusura del tratto autostradale che giunge sul nostro navigatore ci conferma che questo divieto esiste solo virtualmente e non è per niente reale.