Coronavirus, Lopalco: cambio criteri? Ma mettiamoci d'accordo

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Roma, 27 feb. (askanews) - Il test sul nuovo coronavirus si farà in Italia da ora solo ai casi sintomatici che che sono stati nelle zone a rischio o a contatto con un malato. Basta tamponi quindi agli asintomatici. Ma il cambio dei criteri può generare confusione? "Basta mettersi d'accordo - commenta all'agenzia Askanews l'epidemiologo Pierluigi Lopalco - perché se non sappiamo cosa andare a contare non si possono fare i confronti internazionali e non abbiamo chiara la situazione. Se in corso di sorveglianza si cambia la definizione di caso bisogna essere molto chiari su cosa stiamo andando a misurare". Anche se, ricorda, "le misure che si prendono non cambiano: i contatti anche se non gli si fa il tampone vengono comunque rintracciati e isolati".

"Dallo stop ai tamponi agli asintomatici deriva un cambio della definizione di caso e - sottolinea Lopalco - non sto dicendo che è un errore ma solo che bisogna chiarirlo, stabilire e chiarire la definizione di caso che deve essere precisa e definire bene anche i sintomi che vi rientrano, e mettersi d'accordo ricordando però che anche sintomi lievi sono pur sempre sintomi, come la tosse e febbre sono sintomi di una sindrome respiratoria e sintomi più generali come mal di testa e astenia sono sintomi di una sindrome simil influenzale e quella della Sars Covid-2 è una sindrome respiratoria acuta grave che può avere una forma lieve simil influenzale".

In pochi giorni sono già guarite 42 persone: "Tantissime persone individuate con sintomi molti lievi è normale che dopo 3-4 giorni guariscono, ma hanno fatto comunque bene a tracciarli e fermarli perché gli asintomatici o quasi possono anche avere una carica virale più bassa ma dal punto di vista epidemiologico sono i più pericolosi perché vanno in giro".

E' vero che in Italia il nuovo coronavirus sembra colpire le persone meno duramente rispetto alla Cina? "Nessuna conferma scientifica che ci sia una differenza: dai primi dati del focolaio del Lodigiano, l'Italia ha casi gravi e morti uguali a quelli comunicati dalla Cina".