Coronavirus, M5S: impossibile limitare socialità in carcere

Fcz

Milano, 9 mar. (askanews) - "La rivolta nelle carceri è la prova evidente che le priorità che abbiamo avuto in questi anni erano sbagliate. In carcere le misure di riduzione della socialità e di distanziamento sono impossibili". Lo afferma Marco Fumagalli, capogruppo del M5S in Lombardia, dopo la rivolta scoppiata questa mattina nel carcere milanese di San Vittore, con una quindicina di detenuti saliti sul tetto per protestare contro la sospensioni dei colloqui con i parenti e le altre restrizioni scattate per l'emergenza Coronavirus.

"Le nostre carceri - sottolinea Fumagalli - sono sovraffollate e in situazioni edilizie precarie. Gli stessi agenti di polizia penitenziaria subiscono una situazione lavorativa eccessivamente stressante e sono la prima categoria lavorativa per numero di suicidi. Ebbene con il Covid 19 si mostrano i limiti non della situazione carceraria ma delle nostre priorità. Non si è investito in sanità e non si è investito in edilizia penitenziaria. Ora abbiamo una situazione sanitaria devastante. Però abbiamo investito in stadi, autostrade deserte, circuiti automobilistici e si discute tutt'ora di fare nuovi stadi e GP di F1. E intanto i detenuti sono in rivolta".

Per il numero uno dei pentastellati al Pirellone non ci sono dubbi: "Le priorità devono essere scuole, ospedali, mezzi pubblici, carceri". L'auspicio del M5S è che "Regione Lombardia provveda ad una straordinaria revisione del proprio Piano Regionale di Sviluppo".