L'Europa si blinda. Lo spazio Schengen chiude le frontiere esterne

Come anticipato, da domani a mezzogiorno lo spazio di Schengen chiude le sue frontiere esterne. Lo ha annunciato il presidente francese Emmanuel Macron. "Per proteggerci e contenere la diffusione del virus, ma anche preservare i nostri sistemi sanitari, abbiamo preso, fra Europei, una decisione comune - ha detto rivolto ai francesi - Da domani a mezzogiorno, le frontiere di ingresso dell'Unione europea e dello spazio Schengen saranno chiuse. Tutti i viaggi fra paesi extra europei e Unione europea saranno sospesi. Le francesi e i francesi che si trovano attualmente all'estero e vogliono rientrare, potranno però certamente raggiungere il loro paese". 

Le linee guida di Bruxelles

La richiesta di vietare l'ingresso dai paesi extra-Schengen sarebbe stata avanzata nel fine settimana da diversi Stati membri dell'Ue. La questione è stata discussa già oggi durante la teleconferenza dei ministri dell'Interno e della Sanità dei 27. "Ci coordiniamo sulle misure adottare alle frontiere esterne di Schengen", aveva detto il ministro dell'Interno francese, Christophe Castaner.

Nelle linee guida presentate oggi sui controlli alle frontiere, la Commissione ha ricordato che gli Stati membri hanno la possibilità di rifiutare l'ingresso a cittadini di paesi terzi non residenti se presentano sintomi rilevanti o sono stati particolarmente esposti al rischio di infezione al Covid-19.

L'Ue la scorsa settimana aveva durante criticato la decisione del presidente americano, Donald Trump, di vietare gli ingressi negli Usa da gran parte dei paesi europei. Secondo diverse fonti, il divieto di ingresso dai paesi non-Schengen nell'Ue sarebbe motivato più da ragioni politiche che di carattere sanitario.

L'area Schengen include alcuni paesi non-Ue (Svizzera, Norvegia, Liechtenstein e Islanda), mentre sono esclusi alcuni Stati membri dell'Ue (Irlanda, Romania, Bulgaria e Croazia). Questi ultimi sarebbero invitati a adottare il divieto di ingresso. 

La libera circolazione delle merci dovrà essere garantita

Gli Stati membri devono garantire la libera circolazione dei "prodotti essenziali come le forniture di alimenti, i medicinali e i materiali protettivi", ha detto la Commissione europea nelle sue linee guida sui controlli alle frontiere nell'ambito della crisi del Coronavirus. "La libera circolazione delle merci è cruciale per garantire la disponibilità dei prodotti", ha spiegato la Commissione.

"Questo è particolarmente cruciale per i prodotti essenziali, come le forniture di alimenti incluso il bestiame, il materiale e le forniture mediche vitali e protettive", ha detto la Commissione. Più in generale, le misure di controllo alle frontiere "non deve causare interruzioni alle catene di produzione, ai servizi essenziali di interesse generale e per le economie nazionali e l'economia Ue nel suo insieme".

La Commissione chiede agli Stati membri di istituire delle corsie preferenziali ai posti di frontiera per il trasporto merci. Inoltre, la Commissione chiede che gli Stati membri facilitano l'accesso di lavoratori transfrontalieri, in particolare per se occupati in servizi essenziali come la sanità e il settore alimentare.

Sì ai controlli interni ma serve un coordinamento

Le linee guida della Commissione fissano una serie di principi per un approccio integrato nella gestione delle frontiere per proteggere la salute, preservando al contempo l'integrità del mercato interno. Sulla libera circolazione delle persone, la Commissione ricorda che le persone che rischiano di diffondere il Covid-19 devono avere accesso a cure sanitarie appropriate, o nel paese di arrivo o in quello di partenza e che gli Stati membri devono coordinarsi in questo senso.

Per gli Stati membri è possibile sottoporre chiunque entri nel territorio nazionale a controlli sanitari senza l'introduzione formale di controlli alle frontiere, ma in quel caso non possono rifiutare l'ingresso a singoli individui.

Gli Stati membri possono reintrodurre controlli interni alle frontiere per ragioni di salute pubblica, ma dovrebbero coordinarsi tra loro. Inoltre, tutti i controlli alle frontiere devono essere applicati in modo proporzionato e tenendo presente la salute delle persone. Una delle raccomandazione della Commissione è di organizzare i controlli alle frontiere in modo da evitare ampi assembramenti come delle "code", che rischiano di aumentare la diffusione del virus.

Gli Stati membri devono ammettere sul loro territorio i loro cittadini e i residenti e facilitare il transito di altri cittadini Ue per tornare a casa. Tuttavia possono adottare misure come imporre un periodo di quarantena individuale, a condizione che facciano lo stesso per i propri cittadini. Quanto alla frontiera esterna dell'Ue (non solo terrestre, ma anche gli aeroporti), gli Stati membri hanno la possibilità di rifiutare l'ingresso a cittadini di paesi terzi non residenti se presentano sintomi rilevanti o sono stati particolarmente esposti al rischio di infezione al Covid-19. 

Macron: "Siamo in guerra"

Anche i francesi da stanotte non potranno più uscire di casa se non per gli spostamenti necessari, ha annunciato Macron. "Da domani a mezzogiorno e per almeno 15 giorni i nostri spostamenti saranno fortemente ridotti. Assembramenti e riunioni familiari e amici non saranno più permessi. Ovunque nel territorio francese, bisogna ridurre i contatti. Uscire esclusivamente per fare la spesa. No a viaggi lunghi. Attività fisica all'aria aperta da soli e a distanza", ha detto il presidente francese.

"Siamo in guerra" ha detto Macron che lo ha ripetuto diverse volte. E ha concluso con un incoraggiamento ai francesi: "vinceremo", ha detto, "ma questo periodo ci avrà insegnato molto. Molte delle nostre convinzioni saranno state spazzate via". Quindi, ha invitato i suoi compatrioti a "essere all'altezza di questa situazione difficile".

Tra i provvedimenti annunciati: il dispiegamento dell'esercito nella Ile de France (la regione di Parigi) e nella regione Grand Est. I militari saranno impiegati nello spostamento dei malati ma anche nei controlli per vigilare sul rispetto delle disposizioni annunciate.