Coronavirus, de Magistris: "Ora Africa chiude porti a italiani"

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di Sara Di Sciullo"Prima si commentavano i porti chiusi di Salvini, ora è l'Africa che ci chiude aeroporti e porti, l'italiano è un appestato a livello mondiale. Forse qualche errore c'è stato: non può essere che in Italia ci sono gli appestati e nel resto del mondo non ci sono casi di contagio". Lo afferma all'Adnkronos il sindaco di Napoli Luigi de Magistris sull'emergenza coronavirus. 

"A Napoli abbiamo fatto una controinformazione molto corretta e ieri sia Conte che Macron hanno apprezzato una città viva - aggiunge- Bisogna tornare al buon senso e alla normalità pur con tutte le cautele che l'Italia ha saputo mettere in campo: certamente il'Italia ha fatto più tamponi di altri paesi, è stata più trasparente". 

"L'allarme più grande sta diventando sociale e economico. Sono molto preoccupato perché se non si fa presto ad arginare il tema sanitario e soprattutto lo tsunami di panico tra due mesi conteremo centinaia di migliaia di disoccupati nel nostro Paese. Bisogna fare presto e bene ma anche sul piano della politica, della comunicazione, dell'economia", sottolinea. 

"E' chiaro che per il Covid 19 c'è preoccupazione mondiale ed è giusto che sia così e che l'attenzione sia alta, ma la si sta facendo passare come qualcosa che sta avendo effetti peggiori della guerra - prosegue- Credo che si sta avendo un eccesso di comunicazione, un'attività che ha drogato la situazione. A Napoli abbiamo tenuto alta l'attenzione, ma abbiamo avuto anche buon senso e normalità".  

Sull'ipotesi che da parte del governo nazionale ci siano stati degli errori nella gestione e nella comunicazione dell'emergenza, il sindaco risponde: "In questo momento il Paese deve stare unito, quando sarà passato questo tsunami sanitario, speriamo al più presto, io credo che una riflessione la dobbiamo fare".  

"Io da sindaco mi sono assunto la responsabilità, dopo aver ascoltato i livelli nazionali e locali, di fare una comunicazione sicuramente tesa a spazzare via un panico ingiustificato, se no rischiamo di avere più morti per suicidi, mancanza di lavoro e soldi, per un disastro sociale e nazionale che per il coronavirus". 

"Bisogna riequilibrare la comunicazione politica, istituzionale, anche dei media che hanno un ruolo delicato. Ci vuole buon senso e a Napoli siamo andati in controtendenza rispetto a decisioni prese, su alcuni aspetti, in maniera un po' troppo frettolosa - continua il sindaco - Se la patologia è quella descritta, desta preoccupazione ma non tale da fermare un Paese: i teatri chiusi...neanche in guerra accadeva...". 

"A Napoli la narrazione della vita napoletana è quella che hanno visto Macron e Conte. Abbiamo preso precauzioni, ma qui la nostra è una vita normale. Napoli non si chiude", evidenzia all'indomani del vertice intergovernativo Italia-Francia e della visita del presidente francese Emmanuel Macron che, insieme al premier Giuseppe Conte, ha espresso parole di apprezzamento per Napoli.  

"Noi ci siamo mossi in maniera molto scrupolosa e molto ed equilibrata allo stesso tempo. Napoli ha messo in campo anche ulteriori azioni di prevenzione, innovative, credo che stia passando il messaggio di una città che prova a vivere una vita normale come è giusto che sia - osserva il sindaco - C'è stata una bolla di panico a livello nazionale eccessiva nelle prime ore: mettiamo in campo tutte le azioni necessarie per prevenire e ridurre le possibilità di contagio, ma non mettiamo in campo azioni che puntano a creare disastri umani e sociali, psicologici, economici e di convivenza civile".  

"Napoli finora, per fortuna come altre parti d'Italia, non ha nessun caso autoctono quindi questo aiuta da ogni punto di vista - continua - Sono fondamentali i prossimi giorni e credo che abbiamo dato la dimostrazione di una città che nei momenti difficili, non solo non molla, ma cerca di trovare la mossa giusta e ce ne hanno dato atto anche il presidente del consiglio Giuseppe Conte e Macron che ha avuto parole bellissime per la nostra città".