Coronavirus, mascherine e distanziamento riducono di mille volte la carica

Lorenzo Santucci
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Two students standing in social distance wearing face mask looking at each other (Photo: kzenon via Getty Images)
Two students standing in social distance wearing face mask looking at each other (Photo: kzenon via Getty Images)

Ce lo ripetono in continuazione: le misure che verranno adottate non serviranno a nulla se non si utilizzano correttamente le mascherine e non viene rispettato il distanziamento. La conferma arriva da uno studio clinico dell’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar (Verona), appena pubblicato su
Clinical Microbiology and Infection e presentato in anteprima al recente ESCMID Conference on Coronavirus Disease, secondo cui queste due misure di prevenzione riducono al carica virale del coronavirus di mille volte.

Dora Buonfrate e Chiara Piubelli, le coordinatrici dello studio, raccontano come sono stati analizzati 373 casi di Covid-19 arrivati in ospedale dal 1 marzo al 31 maggio. ”“Per ciascun caso è stato valutato il carico virale tramite tampone, quindi i pazienti sono stati seguiti per registrare la gravità dei sintomi e l’evoluzione della malattia. I dati raccolti indicano chiaramente che al diminuire della circolazione del Sars-Cov-2 grazie alle misure di contenimento della diffusione del si è abbassato in parallelo e di ben mille volte la carica virale riscontrabile nei pazienti”.

I pazienti ricoverati a fine primavera avevano sviluppato, quindi, una forma meno grave del virus con minori complicazioni: “a maggio i pazienti avevano in media sintomi di COVID-19 meno gravi e una minore probabilità di complicazioni; si è ridotta in parallelo la percentuale di malati che hanno avuto bisogno di un ricovero in terapia intensiva. Mantenere bassa la circolazione del virus e l’esposizione al contagio con l’uso di mascherine e il rispetto del distanziamento può perciò avere un impatto non solo sul numero assoluto di casi, ma anche indirettamente sulla severità dei casi stessi, contribuendo a mantenere i reparti COVID e quelli di terapia intensiva al di sotto della soglia critica di occupazione dei letti di degenza.”.

“Gli sforzi per rispettare le norme anti-contagio”, continuano le due ricercatrici, “sono perciò fondamentali, perchè possono realmente contribuire a rendere più gestibile la seconda ondata che stiamo vivendo, riducendo la pressione sul Sistema Sanitario Nazionale e facendo sì che la maggioranza dei casi di COVID-19 non si aggravi e possa risolversi senza conseguenze negative”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.