Coronavirus, i medici di Lodi: “Siamo tutti isolati, chi visita i pazienti?”

Coronavirus medici Lodi

L’Ordine dei medici di Lodi ha diffuso una lettera che denuncia la situazione di difficoltà che si sta vivendo nel focolaio lombardo del coronavirus. A scriverla sono state due colleghe di un paese della zona rossa che l’hanno indirizzata al presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici Filippo Anelli e al Presidente dell’Ordine dei Medici di Lodi Massimo Vajani.

Coronavirus: lettera dei medici di Lodi

La loro lettera inizia con la constatazione che tutti e quattro i medici di famiglia presenti nell’area, che conta 6.000 abitanti, sono isolati. Hanno infatti spiegato che i pazienti che hanno visitato a domicilio dal 10 febbraio per patologie respiratorie sono poi risultati positivi al coronavirus e dunque anche loro hanno dovuto mettersi in quarantena. Per avere un aiuto hanno dunque segnalato la situazione e trovato due medici disponibili ad aiutarli, ma chi di dovere ne ha contattato e inviato soltanto uno per due paesi e per giunta con sole due mascherine.

Vi è quindi un solo medico con una dotazione evidentemente insufficiente che dovrebbe prendersi cura di territorio di 6.000 abitanti. Le due dottoresse hanno spiegato la situazione in cui si è venuto a trovare. Hanno raccontato che, nonostante le molteplici richieste di non recarsi al Pronto Soccorso o in ambulatorio in caso di sintomi sospetti, ha dovuto ricevere un paziente con febbre e difficoltà respiratoria.

Di conseguenza, per evitare la diffusione di un’eventuale infezione, ha poi dovuto pulire la sala d’attesa con la sua unica mascherina. Una situazione ingestibile che pesa, oltre che sui medici, anche sui pazienti positivi al coronavirus e sugli altri malati che non hanno la possibilità di essere visitati. Per questo a conclusione del loro appello hanno chiesto l’arrivo immediato di un altro medico dotato di adeguate misure di protezione che possa visitare anche le persone con febbre.