Coronavirus, Medici: sbloccati esami abilitazione -2-

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Roma, 1 mar. (askanews) - "Apprezziamo soprattutto la scelta di campo, forte e forse senza precedenti, di mettere in primo piano la tutela della salute dei cittadini - conclude Anelli -. È la conseguenza logica e naturale dell'aderenza al dettato costituzionale, che definisce la salute, e solo la salute, come diritto fondamentale, che è la radice di tutti gli altri diritti. Come medici, e come Ente sussidiario dello Stato cui è affidata proprio la tutela di tale diritto, non possiamo non essere d'accordo. Il Paese non potrebbe essere in mani migliori, il nostro Servizio sanitario nazionale è forte e uscirà rafforzato dagli interventi messi in atto. I medici, in primis i giovani, sono pronti - e lo stanno dimostrando - a prestare la loro opera seguendo i principi di solidarietà e universalità dell'accesso alle cure".

  • Sala a Salvini: "Vuoi chiese aperte? Chiedi a Fontana e Zaia"
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    Sala a Salvini: "Vuoi chiese aperte? Chiedi a Fontana e Zaia"

    "Se tu vuoi veramente arrivare a fare riaprire le chiese come dici e se lo dici non solo per fare un titolo su un giornale allora devi fare una cosa molto chiara: chiedere alla Lombardia o al Veneto che governi di fare un'ordinanza in questo senso. Altrimenti siamo sempre alle parole e non ai fatti". Così il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, si rivolge in un video su Facebook al leader della Lega Matteo Salvini.  "Non vedo l’ora che la scienza e anche il buon Dio, perché la scienza da sola non basta, sconfiggano questo mostro per tornare a uscire. Ci avviciniamo alla Santa Pasqua e occorre anche la protezione del Cuore Immacolato di Maria", ha detto Salvini ieri a L'Intervista di Maria Latella su Sky TG24. Comunque Sala "non si dice d'accordo" con la proposta di Salvini. "In questi momenti credo che la fede possa e deve essere un fatto personale e privato", aggiunge.

  • Coronavirus, Speranza: ecco il piano in 5 punti per uscire dall'emergenza
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    Coronavirus, Speranza: ecco il piano in 5 punti per uscire dall'emergenza

    Il ministro della Salute vara un piano in cinque punti per uscire "con grande gradualità e cautela" dall’emergenza del virus.

  • Covid-19, al supermercato regola dei 6 secondi per evitare il contagio
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    Covid-19, al supermercato regola dei 6 secondi per evitare il contagio

    Secondo alcuni studiosi per evitare il contagio da Covid-19 è importante non superare la soglia dei sei secondi di vicinanza.

  • Coronavirus, sindaco Messina: "Schiererò mio esercito, da qui non si passa"
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    Coronavirus, sindaco Messina: "Schiererò mio esercito, da qui non si passa"

    Nuova ordinanza per il passaggio sullo Stretto di Messina firmata dal sindaco Cateno De Luca. "Lamorgese e Musumeci se ne facciano una ragione, da mercoledì si passa solo se registrati alla banca dati comunale, chi viola sarà rispedito indietro", annuncia. Con l’ordinanza contingibile e urgente di oggi l’Amministrazione De Luca "introduce il sistema di prenotazione on line all’indirizzo www.sipassaacondizione.comune.messina.it per chiunque voglia oltrepassare lo Stretto e raggiungere la Sicilia". "Le disposizioni saranno attive da mercoledì 8 aprile. Tale ordinanza sindacale è stata comunicata al Presidente del Consiglio, ai Ministri dell’Interno, della Salute, delle Infrastrutture, a Presidente della Regione Siciliana, al Prefetto e Questore di Messina, alle forze dell’ordine, alle compagnie di navigazione sullo Stretto e a tutti i Sindaci siciliani", si legge in una nota. "Da adesso, sullo Stretto si passa alle nostre condizioni. Mi sono stancato di implorare il Governo nazionale e regionale affinché si introduca un database che permessa l’accesso controllato in Sicilia. Non è possibile continuare a fare i sordi a delle richieste sensate. A loro gli dico: basta con gli sbarchi indiscriminati. Da mercoledì prossimo, a Messina non si entra più senza un nostro Nulla Osta - dice - Me ne frego se il Ministro dei Trasporti o il Viminale non agiscono, me ne frego se il Presidente Musumeci rifiuta ogni mio invito ad adottare, per il bene dei suoi corregionali, un sistema di controllo capillare e verificabile. Non vogliono agire? Lo faccio io. Sul mio territorio, le modalità di accesso le stabilisco io. Schiererò il mio esercito e bloccherò il transito se non in linea con la nostra ordinanza".  "Dico basta alle prese in giro istituzionali. Quando sono stato attaccato dal Ministro Lamorgese, mentre con la mia polizia municipale sullo Stretto bloccavo gli irregolari, dov’era Musumeci, il quale non faceva e continua a non fare nulla per regolarizzare il passaggio sullo Stretto? Da adesso, chi non rispetta queste procedure non potrà attraversare il territorio comunale, sarà sanzionato e rispedito indietro”.  Chi arriva dal porto di Messina, "sia a piedi che su mezzi di trasporto, deve registrarsi almeno 48 ore prima dell’orario di partenza, al sistema di registrazione on line www.sipassaacondizione.comune.messina.it. Chiunque voglia oltrepassare lo Stretto dovrà dunque inserire in tale sistema informatico i propri dati personali, autorizzando il comune a trattarli per i controlli; inserire le motivazioni dello spostamento, con in allegato la documentazione a supporto, dichiarare di aver informato il sindaco del comune di destinazione dove osservare il periodo di quarantena". "In seguito, si attenderà che dal comune di Messina, previa valutazione, sia rilasciato il Nulla Osta del Sindaco si legge in una nota - Per i pendolari la registrazione è richiesta solo la prima volta. A tali viaggiatori sarà consegnato un code-pass con il quale potranno imbarcarsi anche per le volte successive, senza ulteriori registrazioni o prenotazioni".

  • Covid-19, autotrasportatore positivo si mette in viaggio per l’Italia
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    Covid-19, autotrasportatore positivo si mette in viaggio per l’Italia

    In attesa del risultato del tampone, un autotrasportatore originario di Padova è salito a bordo del suo camion, mettendosi in viaggio per l'Italia.

  • Lecce, arrestato medico che ha preso a calci anziano paziente
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    Lecce, arrestato medico che ha preso a calci anziano paziente

    E' stato arrestato dai carabinieri il medico di base di Calimera, in provincia di Lecce, che l'altro ieri pomeriggio ha picchiato un suo paziente anziano. Ora si trova ai domiciliari. L'anziano è ricoverato nell’ospedale ‘Vito Fazzi’, con una prognosi di 25 giorni. Ha riportato una vasta ecchimosi al volto e la frattura di alcune costole. Il medico di medicina generale, oltre a schiaffeggiarlo e spintonarlo fino a farlo cadere a terra, gli ha rifilato alcuni calci anche quando la vittima era a terra. Solo l'intervento di una donna ha evitato conseguenze peggiori. La scena è stata ripresa con un telefonino da due persone che erano in un'auto. Nei confronti del medico i militari della Stazione di Calimera hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa dal Tribunale di Lecce - Ufficio gip, a firma di Giulia Proto, su richiesta della Procura della Repubblica. Il medico deve rispondere del reato di lesioni personali aggravate. L'anziano gli aveva chiesto spiegazioni in merito a una prescrizione medica per una visita ortopedica che doveva eseguire.  I militari dell’Arma hanno acquisito il filmato video che riprendeva l’accaduto e hanno ascoltato a verbale le persone presenti. La denuncia dell’anziano è stata formalizzata ai militari che si sono recati in ospedale dove è stato medicato e poi ricoverato.

  • Fratelli ricoverati per coronavirus, uno dei due non ce l’ha fatta
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    Fratelli ricoverati per coronavirus, uno dei due non ce l’ha fatta

    Entrambi ricoverati dopo aver contratto il coronavirus, uno di loro purtroppo non ce l'ha fatta

  • Ambasciatore cinese all'Adnkronos: "Gli aiuti? Siamo amici, vogliamo salvare vite"
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    Ambasciatore cinese all'Adnkronos: "Gli aiuti? Siamo amici, vogliamo salvare vite"

    di Maria Grazia Napolitano Nessuna geopolitica delle mascherine, l'Italia è un Paese amico e la Cina vuole aiutarla a salvare vite nell'emergenza coronavirus. L'ambasciatore cinese a Roma, Li Junhua, risponde così alle accuse secondo cui Pechino starebbe inviando mascherine e personale sanitario all'Italia, ma anche ad altri Paesi, in un tentativo di ampliare la propria sfera d'influenza nel mondo. "Non sono assolutamente d’accordo con questa visione - dice l'ambasciatore in un'intervista all'Adnkronos - L’ epidemia ci mostra chiaramente che il virus non conosce confini nazionali, non distingue tra Nord, Sud, Est o Ovest. Nessun Paese può affrontarlo da solo, soltanto unendo le forze è possibile vincere questa sfida". Dunque, spiega il diplomatico, "dal mio punto di vista, gli aiuti della Cina all’Italia si basano su due considerazioni: l’importanza della vita e dell’amicizia". "Con l’aggravarsi dell’epidemia in Italia, tutto il Paese, dai vertici alle persone comuni, si sta adoperando per la prevenzione e il contenimento, e per curare e salvare i malati- continua l'ambasciatore Li - Innumerevoli medici e infermieri stanno lavorando senza sosta, giorno e notte, e hanno già salvato moltissime vite, con grande sacrificio. La vita è la cosa più importante al mondo. La nostra stima per tutto il personale medico-sanitario è immensa". In questo contesto di difficoltà, "la Cina ha teso la mano all’Italia: lo ha fatto, in primo luogo, nella speranza di salvare più vite umane e di guarire il maggior numero possibile di malati. In secondo luogo, ha agito nel rispetto della tradizione di aiuto reciproco nel momento del bisogno, che lega i due Paesi". "La Cina non ha dimenticato che l’Italia, dopo il terremoto che ha colpito Wenchuan nel 2008, ha inviato una squadra medica di soccorso - ricorda l'ambasciatore - E non ha dimenticato neanche il sostegno ricevuto dal governo e dal popolo italiano quando, due mesi fa, eravamo noi nel momento più difficile della lotta contro l’epidemia. Credo che la cooperazione tra Cina e Italia nell’affrontare l’emergenza sanitaria incarni pienamente “l’amico certo si riconosce nella sorte incerta”, e mostri come la vita non abbia prezzo, e l’amicizia sia imperitura. Nulla a che vedere con la cosiddetta geopolitica”. ACCUSE USA - Le accuse dell'intelligence americana secondo cui Pechino avrebbe falsificato i dati sui contagi da coronavirus in Cina sono "inaccettabili, noi siamo sempre stati trasparenti": l'ambasciatore respinge con forza le accuse arrivate nei giorni scorsi dagli Stati Uniti, dove "una minoranza di politici" continua a "gettare fango sul nostro impegno, ma la realtà vince sui millantatori".  "Non possiamo assolutamente accettare queste accuse. Dallo scoppio dell’epidemia, la Cina ha sempre avuto un atteggiamento aperto, trasparente e responsabile; ha prontamente fatto rapporto all’Organizzazione mondiale della sanità e a tutti i Paesi; ha condiviso in primo tempo le informazioni in merito alla sequenza genica del virus - rivendica l'ambasciatore - Per fermare la crisi epidemiologica, abbiamo emanato misure di contenimento e di prevenzione il più possibile rigide ed estese".  "Grazie a un grande impegno, molto sofferto, oggi la diffusione dell’epidemia all’interno della Cina si è fondamentalmente arrestata, e si assiste a un miglioramento nell’andamento della prevenzione e del contenimento – continua - Vorrei evidenziare che la Cina sta continuando a divulgare pubblicamente i dati dettagliati e corretti in merito all’epidemia, e a condividere con gli altri Paesi, senza alcuna reticenza, le informazioni relative alla prassi clinica per la lotta al virus".  "Di fronte a questa crisi, i popoli di tutti i Paesi sperano di vedere una maggiore cooperazione e di assistere a una reazione congiunta. Quello che ci dispiace - lamenta l'ambasciatore - è vedere una minoranza di politici e di istituzioni di un certo Paese adoperarsi in modo costante per gettare fango sull’impegno cinese nel contrasto all’epidemia. La realtà, però, vince sui millantatori".  Secondo Li, "questi rumori di sottofondo remano controcorrente rispetto all’atmosfera di collaborazione internazionale necessaria per fronteggiare l’epidemia, e non sono d’aiuto al lavoro di contrasto al virus nel Paese stesso. Speriamo che questi politici e organizzazioni, che al momento hanno la mente altrove, possano concentrarsi su un efficace lavoro di contrasto all’epidemia, e sulla cooperazione internazionale, che è l’unica via che ciascun Paese può percorrere per portare a casa quanto prima la vittoria in questa lotta".  USA-CINA - Cina e Stati Uniti "dovrebbero essere uniti nella lotta all'epidemia di coronavirus" e Pechino è pronta a dare "tutto il suo sostegno" agli americani. "Nell’ultimo periodo l’epidemia si è diffusa molto velocemente negli Stati Uniti, che sono diventati il Paese con il maggior numero di casi accertati al mondo. Come questo si possa spiegare scientificamente è una domanda tecnica di cui lascio la risposta agli esperti – sostiene l'ambasciatore - Quello che vorrei invece sottolineare è che il presidente Xi Jinping, nel suo ultimo colloquio telefonico con il presidente Donald Trump, ha affermato di seguire con attenzione e preoccupazione gli sviluppi dell’epidemia negli Stati Uniti e di aver preso atto delle misure politiche adottate da Trump".  "Il popolo cinese spera davvero che gli Stati Uniti possano riuscire a contenere quanto prima l’espandersi dell’epidemia e ridurre le perdite umane – afferma - Nella situazione attuale, Cina e Stati Uniti dovrebbero essere uniti nella lotta all’epidemia. La Cina è disponibile a continuare, senza reticenza, a condividere informazioni ed esperienze con la controparte americana. La Cina comprende bene le difficoltà in cui gli Stati Uniti versano, ed è disponibile a fornire tutto il sostegno nelle sue possibilità". ECONOMIA - La pandemia di coronavirus ha conseguenze importanti sull'economia mondiale, ma l'impatto su quella cinese "è sotto controllo e di breve periodo". L'ambasciatore si dice "fiducioso" sulle possibilità di ripresa, dopo l'allarme dei giorni scorsi della Banca mondiale, sul rischio che la crescita cinese possa arrestarsi, con conseguenze per tutto il mondo. "Innegabilmente, quest’epidemia genera un’influenza negativa sull’economia mondiale: l’economia cinese non fa eccezione. Tuttavia di fronte alle avversità è fondamentale mantenere un atteggiamento fiducioso. Ritengo che l’impatto dell’epidemia sull’economia cinese sia sotto controllo e di breve periodo. Il trend positivo nel lungo periodo non è mutato. Attualmente, il governo cinese, stante le misure di prevenzione e contenimento dell’epidemia, ha approvato una serie di politiche per dare impulso alle riapertura delle imprese".  "Ad esempio – elenca l'ambasciatore - le autorità hanno iniettato stimoli nel mercato, garantito una ragionevole e soddisfacente liquidità per il sistema bancario e la stabilità del mercato monetario. Altre misure includono prestiti agevolati alle piccole, medie e micro-imprese; sostegno alle imprese per la ripresa della produzione e la stabilizzazione dei posti di lavoro; ulteriore facilitazione al commercio internazionale e un miglioramento dell’ambiente di business nazionale". "Sono queste alcune delle misure che ci stiamo impegnando a implementare – spiega - Secondo le stime, nei primi due mesi di quest’anno la Cina ha ridotto le entrate fiscali di circa 56,8 miliardi di dollari. Hanno già ripreso l’attività il 98,6% delle aziende cinesi di grandi dimensioni e il 76% delle piccole e medie imprese. Nel mese di marzo, l’indice Pmi manifatturiero ha raggiunto il 52%. Siamo pienamente fiduciosi della capacità di ripresa dell’economia post-epidemia; al contempo, continueremo a intraprendere sempre di più misure focalizzate". "Come è ovvio, però, se vogliamo aiutare l’economia mondiale a uscire da questo momento di difficoltà – sottolinea infine l'ambasciatore - c’è bisogno dell’impegno comune di tutti i Paesi. Come ha affermato il presidente Xi Jinping nel suo intervento al summit straordinario del G20, la Cina continuerà, irremovibile, sulla via della riforme e apertura, e rafforzerà la cooperazione internazionale a tutto campo. Sarà disponibile a intraprendere misure condivise con altri Paesi, ad annullare le barriere al commercio, a sostenere la fluidità del commercio e la stabilità della catena di approvvigionamento globale. Tutto questo al fine di contribuire alla stabilità dell’economia mondiale".

  • Pregliasco: "Virus rallenta ma plateau resiste, ecco perché"
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    Pregliasco: "Virus rallenta ma plateau resiste, ecco perché"

    Lo si potrebbe chiamare 'il paradosso del plateau'. "Il virus rallenta in Italia, e ce lo dice soprattutto il dato bello delle terapie intensive, ma i nuovi casi continuano ad essere identificati e il plateau", la sorta di altipiano che sembra aver preso il posto del tanto atteso picco, "resiste. Il fatto è che ci sono meno casi, ma noi li rileviamo di più: una sensibilità maggiore che fa sfuggire meno soggetti positivi, e che influenza il conteggio. Un paradosso", dice all'Adnkronos Salute il virologo dell'Università di Milano Fabrizio Pregliasco. "Un paradosso che deve dirci due cose: le misure stanno funzionando, ma non è ancora il momento di abbassare la guardia". "E' corretto uscire con la mascherina: in Lombardia per precauzione dovremmo considerarci tutti positivi a Covid, inoltre vedere le persone con naso e bocca coperte rafforza il messaggio di distanziamento sociale, importante per non far tornare il virus a 'correre'", evidenzia Pregliasco commentando l'ordinanza del presidente della Regione Lombardia che "introduce l'obbligo per chi esce dalla propria abitazione di proteggere se stesso e gli altri coprendosi naso e bocca con mascherine o anche attraverso semplici foulard e sciarpe". "Resta il problema della disponibilità delle mascherine per la popolazione", aggiunge il virologo.

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    Denunciò che gli tossivano addosso sul bus, morto il conducente di Detroit

    Un autista di autobus di Detroit aveva girato un video in cui chiedeva ai passeggeri di prendere sul serio la minaccia del coronavirus. Era sconvolto dopo che una donna aveva starnutito nel bus, proprio vicino a lui, senza prendere precauzioni. Nel video l'uomo aveva chiesto scusa per il suo messaggio pieno di parolacce, ma era preoccupato per sé e per gli altri, e irritato dalla superficialità delle persone.Quattro giorni dopo aver postato il messaggio su Facebook, l'autista è risultato positivo al test. Mercoledì notte, è morto. Adesso il volto di Jason Hargrove, vittima del virus a 50 anni, sta facendo il giro dei media americani. "Dovete prenderla seriamente - denunciava nel video - ci sono persone che muoiono qui". Ora sotto quel post compaiono decine di messaggi di condoglianze di amici e persone che non l'hanno mai conosciuto.Anche il sindaco di Detroit, Mike Duggan, ha voluto rendere omaggio all'autista: "Dovreste guardare tutti il suo messaggio. Hargrove sapeva di svolgere un lavoro a rischio ma nonostante questo non si era sottratto. Qualcuno non ha avuto la stessa attenzione, qualcuno non ha preso questa epidemia sul serio. E ora lui se ne e' andato".

  • Non rispetta norme anti-epidemia, Corona diffidato dalla Questura
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    Non rispetta norme anti-epidemia, Corona diffidato dalla Questura

    Il re dei paparazzi ha ricevuto più volte il suo personal trainer in casa

  • Roma, incendio in un appartamento: 60enne muore carbonizzato
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    Roma, incendio in un appartamento: 60enne muore carbonizzato

    L'incendio è divampato nella cucina di un appartamento al quinto piano per cause ancora da chiarire.

  • Spesa in quarantena: ecco come comportarsi
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    Spesa in quarantena: ecco come comportarsi

    Fare la spesa in piena quarantena sta risultando davvero complicato per tutti. Ecco come comportarsi per evitare possibili contagi.

  • Il Dr. Gabriel Serrano, fondatore di Sesderma, annuncia che negli ospedali spagnoli viene utilizzato Lactyferrin Defense, il trattamento per potenziare il sistema immunitario
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    Il Dr. Gabriel Serrano, fondatore di Sesderma, annuncia che negli ospedali spagnoli viene utilizzato Lactyferrin Defense, il trattamento per potenziare il sistema immunitario

    (Milano 4 aprile 2020) LATTOFERRINA, LA PROTEINA FERROTRASPORTATRICE INCAPSULATA IN NANOLIPOSOMI, E LA VITAMINA C UNITE PER DIFENDERE L’ORGANISMO DALLE INFEZIONI, COMPRESE QUELLE CAUSATE VIRUS PIÙ AGGRESSIVI Studiata e sperimentata dal Dr.Gabriel Serrano, la linea Lactyferrin Defense è già entrata a far parte del protocollo di prevenzione e cura del Covid19, a Madrid e Valencia.  Messo a punto dal luminare dottor Gabriel Serrano e testato dall’Hospital Universitario Dr. Peset di Valencia, LACTYFERRIN DEFENSE di SESDERMA è entrato a far parte del protocollo per la prevenzione e la cura del Covid19 dell’ospedale valenciano e dell’Ifema Hospital di Madrid. Su richiesta di Isabel Natividad Dìaz Ayuso, la leader politica alla guida della Comunidad de Madrid, il trattamento è in fase di attivazione anche all’Hospital Universitario La Paz della capitale spagnola.  LACTYFERRIN DEFENSE è un concentrato di principi attivi che stimola e fortifica il sistema immunitario grazie alla lattoferrina combinata sinergicamente alla vitamina C. La proteina naturale conosciuta per le sue proprietà anti-infiammatorie e la capacità di trasportare il ferro è incapsulata in liposomi che ne favoriscono l’assorbimento e garantiscono un effetto prolungato sull’organismo: l’utilizzo di questa nanotecnologia rende l’integratore LACTYFERRIN DEFENSE DRINKABLE unico nel suo genere, altamente tecnologico e decisamente efficace. Il trattamento si completa con una linea di prodotti che include anche un disinfettante per mani e corpo, e uno spray a triplice azione per bocca, naso e occhi, tutti a base di lattoferrina.  Messa a punto nei laboratori SESDERMA di Valencia dal pioniere e luminare della dermatologia, oltre che membro onorario dell’Ilustre Academia de Ciencias de la Salud Ramòn y Cajal, Gabriel Serrano, la formulazione di questo integratore nasce dalla ricerca medica e dimostra ancora una volta la capacità del dottor Serrano di tradurre i risultati delle scoperte scientifiche in prodotti per uso quotidiano. Il marchio spagnolo fondato nel 1989 è conosciuto nel mondo per aver introdotto per la prima volta la nanotecnologia nei prodotti di skin care e oggi applica le sue conoscenze scientifiche e la sua esperienza a una gamma di prodotti che agiscono come scudo contro virus e batteri. Il principio attivo di LACTYFERRIN DEFENSE è la lattoferrina, una glicoproteina coinvolta in diverse funzioni fisiologiche, tra cui la regolazione dell’assorbimento del ferro da parte dell’organismo e le sue risposte immunitarie. Questa proteina presente naturalmente nell’organismo risulta un’efficace arma di difesa dell’organismo contro le infezioni, comprese quelle correlate ai virus più aggressivi.  Molti virus, infatti, hanno bisogno del ferro per sopravvivere e questa super-proteina è in grado di privarli dell’elemento utile alla loro replicazione, indebolendoli in modo significativo. La formulazione esclusiva messa a punto da SESDERMA si avvale dell’incapsulamento in un vettore (nanoliposoma) che la protegge dall’aggressione dei succhi gastrici, preserva inalterati i suoi componenti e garantisce il raggiungimento nelle zone di maggior assorbimento, potenziandone gli effetti benefici. Non solo. Recenti studi internazionali, fra cui una ricerca pubblicata sull’autorevole rivista Food Science & Nutrition, stanno mettendo in luce gli effetti neuroprotettivi di questa molecola rispetto alle malattie neurodegenerative come l’Alzheimer. I prodotti a base di lattoferrina mettono al riparo dagli stress ossidativi, rinforzano le funzioni cognitive come la memoria e l’agilità mentale e agiscono anche come regolatori della microflora intestinale.  «La Lattoferrina è un prodotto derivato dal latte che potenzia le protezioni naturali dell'organismo e blocca o riduce l'azione delle infezioni virali. Questo componente penetra nel sistema circolatorio sanguigno e da lì difende il sistema immunitario. Ho trattato personalmente oltre 75 persone con Lactyferrin Defence e ogni volta ho potuto osservare una risposta eccellente sia dal punto di vista della prevenzione che della cura del Covid19: sto raccogliendo i risultati di questa sperimentazione in un paper da condividere con la comunità scientifica, che integrerò con i dati provenienti dagli ospedali che hanno adottato questo prodotto nel proprio protocollo così da dimostrarne l’efficacia», ha spiegato il dottor Gabriel Serrano, founder di SESDERMA. La linea LACTYFERRIN DEFENSE è disponibile in tutto il mondo grazie al network di distribuzione che il Dr. Gabriel Serrano ha attivato, così da poter far fronte alle richieste dei sistemi sanitari coinvolti nella lotta al Covid19. Accanto all’intregratore LACTYFERRIN DEFENSE DRINKABLE da 120 ml e 250 ml, sono disponibili LACTYFERRIN DISINFETTANTE, da 80, 250 e 500 ml, gel igienizzante che elimina i virus e batteri da mani e corpo anche grazie all’azione antisettica della clorexidina e LACTYFERRIN MIST, spray a triplice azione con proprietà filmogene che agisce come barriera attiva e rinforza le difese naturali a livello della cavità orale, nasale e oculare, a base di lattoferrina e lattoperossidasi. Inoltre, per la loro natura di integratori, LACTYFERRIN DEFENSE si può associare a C-VIT DEFENSE, a base di vitamina C: l’abbinamento dei due prodotti rappresenta un vero e proprio booster per il sistema immunitario. I benefici dei due integratori possono essere ulteriormente valorizzati da trattamenti specifici per la pelle messi a punto da SESDERMA. Il protocollo di giovinezza abbina LACTYFERRIN DEFENSE a SESGEN 32, una crema ad attivazione cellulare. Quello antiossidante, invece, unisce C-VIT DEFENSE a C-VIT RADIANCE, un fluido illuminante per il viso.  I prodotti SESDERMA sono accessibili a tutti grazie ai prezzi calmierati consigliati al pubblico e sono facilmente reperibili nella propria farmacia di fiducia. Le attività di ricerca del gruppo SESDERMA guidate dal dottor Serrano, per più di 30 anni Responsabile Clinico del Servizio di Dermatologia dell’Ospedale Generale Universitario di Valencia, nonché per 15 anni Responsabile del Pronto Soccorso dell’Ospedale, sono attive da 30 anni per creare soluzioni sempre più innovative per la bellezza e il benessere delle persone. Da raggiungere attraverso la messa a punto di linee cosmetiche che agiscono dall’esterno e soluzioni concentrate che apportano il loro contributo dall’interno, come la nuova linea di integratori LACTYFERRIN. Il concetto fondante del marchio, Listening to your skin, si amplia quindi in Listening to your body. Sesderma.it

  • La vita dopo il lockdown: Italia parzialmente riaperta, come sarà
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    La vita dopo il lockdown: Italia parzialmente riaperta, come sarà

    Il ritorno alla normalità è ancora lontano, quando il fattore R0 sarà prossimo allo zero il paese riaprirà parzialmente

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    "I vaccini ci portano nel futuro, dove la pandemia sarà la normalità"

    "Ciò che stiamo attraversando oggi, la pandemia, sarà la normalità: dobbiamo attrezzarci, dobbiamo prepararci". Bruno Gridelli, uno dei massimi esperti al mondo nei trapianti, spiega all'AGI la filosofia di lavoro che ha condotto alla scoperta fatta dai ricercatori della University of Pittsburgh School of Medicine coordinati dall'italiano Andrea Gambotto e da Louis Falo, ​il cui vaccino contro il nuovo coronavirus Sars-Cov-2 ha superato già la fase della sperimentazione animale e, secondo i primi test, produce anticorpi specifici in quantità ritenute sufficienti a neutralizzare il virus."Si prende una proteina del virus, chiamata spike (la punta), e la si inetta da sola attraverso la pelle: da lì si genera una risposta immunitaria che produce gli anticorpi", che a loro volta fermano l'infezione, spiega con parole volutamente semplici Gridelli, vice presidente del​l'University of Pittsburgh Medical Center (UPMC) e direttore di UPMC Italy. La tecnica adottata per iniettare il vaccino, aggiunge, è "simile a quella che venne utilizzata contro il vaiolo: prevede la scarificazione cutanea attraverso un cerotto con dei micro-aghi".Da due settimane in Sicilia, Gridelli è impegnato a dare avvio all'Ismett, che ha diretto per diversi anni, un reparto speciale con 45 posti letto per pazienti Covid-19. L'UPMC collabora con la Regione Siciliana, aiutandola a procurare mezzi di protezione individuale per gli operatori sanitari acquisiti nell'isola: "Speriamo di essere riusciti a comprare un discreto numero di Dpi", spiega. Quanto al reparto all'Ismett, prosegue, "dovrebbe poter cominciare a lavorare la prossima settimana". Poi si sofferma sul domani, quando la "normalita'" sarà diversa da quella che conoscevamo prima dell'avvento del nuovo coronavirus.L'arma definitiva è il vaccino, non solo contro il Sars-Cov-2 ma anche per combattere e vincere gli altri virus che verranno: "Bisogna produrre rapidamente i vaccini - sottolinea - e produrli rapidamente significa aggiornare le tecniche scientifiche e industriali con partenariati pubblico-privati, poichè il settore pubblico e quello privato isolatamente non sarebbero in grado di farcela. E accelerare i tempi di approvazione".E' un cambiamento radicale di prospettiva, che vedrà la nascita "tra due-tre anni" di un Centro per le Biotecnologie e la ricerca biomedica a Carini, a pochi chilometri dall'aeroporto di Palermo, messo su dalla Fondazione Ri.Med (i cui soci fondatori sono la presidenza del Consiglio, il Cnr, la Regione Siciliana e l'Universita' di Pittsburgh) e da una partnership strategica con l'Ismett: una struttura di circa 25.000 metri quadri (in un'area complessiva di 180.000 mq) in cui troveranno spazio laboratori "necessari per poter lavorare con agenti patogeni infettivi e arrivare a nuovi vaccini". E' una corsa contro il tempo, nel futuro, in cui siamo già entrati. Non del tutto disarmati.

  • Ilaria Capua: "Zero possibilità che il virus scompaia in estate"
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    Ilaria Capua: "Zero possibilità che il virus scompaia in estate"

    "Questo è un fenomeno di portata epocale. Siamo di fronte ad una emergenza sanitaria, ma non è un tunnel senza fine. Ne usciremo" anche se "saremo tutti diversi"

  • Caserta, bimbo di 3 anni cade dal balcone di casa e muore
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    Caserta, bimbo di 3 anni cade dal balcone di casa e muore

    Il piccolo era ricoverato in gravissime condizioni all’ospedale Sant’Anna e San Sebastiano. Era precipitato dal quarto piano.

  • Covid19, scopriamo ora quello che "era nascosto sotto il tappeto"
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    Covid19, scopriamo ora quello che "era nascosto sotto il tappeto"

    Nino Cartabellotta ci svela perché siamo ancora su un "altopiano"

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    Se più della matematica con il coronavirus vale il metodo Pinkerton

    Chissà cosa c'è davvero dietro l'idea del governo britannico di tornare alla tanto contestata immunità di gregge. Non si tratta di un ritorno ufficiale alla vecchia tesi inizialmente sposata da Boris Johnson, che poi se l'è rimangiata subissato dalle critiche. In sostanza si tratta, lo ricordiamo, di questo: la Natura faccia il suo corso, infetti chi vuole perché solo in questo modo ad un certo punto possiamo bloccare il coronavirus isolandolo con le sue stesse armi.Con le greggi pare funzioni, quando compare una lingua blu o una zoppina. Ma gli uomini hanno una valenza etica diversa, e qualcuno l'ha fatto notare. Dice: non si può usare la vita di qualcuno, anziano presumibilmente vista la cattiveria del Covid nei confronti dei meno giovani, per salvare quella di un altro.L'anziano in questione sarebbe un agnello sacrificale, né più né meno, e la sua dipartita di conseguenza eticamente assimilabile al sacrificio umano. Gli ultimi a sacrificare i loro simili a Certumno, in tutta Europa, furono i Celti all'epoca di Cesare. Malthus e la cantina da sgombrareEppure "Un blocco prolungato rischia di causare più sofferenza del virus stesso", ha ammonito Graham Medley, studioso di modelli pandemici per il governo britannico. A sua detta il Regno Unito si trova a dove affrontare il dilemma di scegliere tra chi danneggiare, tra giovani e anziani. E voi che fareste? Ognuno risponda.Medley lo ha già fatto, dando ragione a Malthus: grandi le epidemie, grande l'igiene sociale. Una pulizia di quella grande cantina fitta di ragnatele che sono le società umane. Le chincaglierie finiscono giù dalla finestra. “Any old iron?” si chiedeva, una quarantina di anni fa, Anthony Burgess. E non è l'unico precedente storico che viene in mente.Ma a guardar bene, dietro alla tesi di Medley una spiegazione c'è, ed è tutta nella sua professione. Ricordiamola: studioso di modelli pandemici. In altre parole, un uomo versato nelle scienze estate e matematiche che, attraverso di esse, deve immaginare l'andamento di un fenomeno di qualsiasi cosa non è ancora accaduta e che accadrà (forse, chissà) domani o anche dopo (forse, chissà) riducendola ad una curva tra un asse delle ascisse ed uno delle ordinate. Non è una professione facile. I Celti, all'epoca di Certumno, avevano i bardi e i druidi.Un dilemma, quello di anticipare cosa stia accadendo con il coronavirus attraverso i modelli matematici, cui persino l'Economist ha dedicato proprio questa settimana un lungo articolo. Essendo notoriamente erede di una cultura che si rifà a Hume e Locke piuttosto che Beltorax (per i dubbiosi: il cugino britanno di Asterix), non ha esercitato facoltà divinatorie nell'individuare il problema. Si è rifatto semplicemente all'uomo più indeciso del momento: Donald Trump, che proprio al variare dei modelli matematici affida apertamente le sue scelte e le sue promesse. “La potenza dei modelli”, scrive il settimanale, “consiste nel fatto che essi catturano cosa è stato visto nei paesi in cui si è manifestato il contagio e di conseguenza danno un'immagine quantitativa di cosa potrà essere visto domani – o in un domani alternativo”. Se la si legge in un modo, è la proclamazione della superiorità della scienza umana sul Destino, Se la si legge al contrario, la teorizzazione dell'andar di notte. Il metodo giustoDi modelli epidemiologici ve ne sono di due tipi principali, dipanantisi in una ridda di sottotipi. Tutti hanno in comune una cosa: si basano sui precedenti. E siccome il coronavirus di precedenti stretti non ne ha, al massimo qualche parentela con la Sars, sono tutti più o meno difficilmente attendibili.Normalmente si tenta di ovviare alla difficoltà accumulando sulla propria scrivania il maggior numero di modello, per fare più o meno una media. L'alternativa – è accaduto davvero – è buttare tutto all'aria e farsi dire dai medici specializzati, sulla base dell'intuito e del buon senso, cosa si aspettano che accada. A difesa di questo metodo, che noi facciamo risalire direttamente all'Agenzia Pinkerton, bisogna dire che almeno in Italia i medici di famiglia ci avevano visto giusto in più di un'occasione.Fra gli interrogativi più diffusi ed angoscianti che circolano, e che la classe dirigente non può che rivolgere agli esperti di modelli matematici, c'è questo: alla fine, quanta gente morirà? Anche qui le cifre finiscono sopraffatte da un profluvio di subordinate. Dipende.Dipende da come agiranno i governi (spesso sotto l'influsso dei suddetti modelli matematici), dipende dalla tenuta dei sistemi sanitari, dipende anche qui, una volta di più, dall'imponderabile. Inutile dire quanto sia frammentato il fronte degli esperti. Per non parlare dell'altro interrogativo. Quello sulle conseguenze economiche della crisi e del suo bilancio finale.Una profezia tutta equivalenze e funzioni elaborata dall'Università di Chicago sostiene che in America, nel caso teorico che il governo federale non facesse nulla, i morti sarebbero tre milioni. L'adozione di misure blande di contenimento (“state a un metro di distanza gli uni dagli altri”) già farebbe scendere il bilancio a un milione e trecentomila. Trump, che conosce le possibili conseguenze politiche dell'ecatombe, mette le mani avanti e dice che stare sotto alle centomila vittime – numero suggeritogli dai consiglieri alla luce delle misure effettivamente prese – vorrebbe dire aver fatto un buon lavoro.Ma, ancora una volta, cosa vuol dire? I modelli matematici, al tempo stesso, dicono che gli effetti economici della pandemia variano al variare dei paesi colpiti e dei settori sociali coinvolti. Più ne sono afflitti i ceti produttivi, peggio sarà. Il conteggio che viene dal passatoQuesto però è un calcolo per l'appunto matematico, e se invece si guarda il capitale di cultura ed esperienza che hanno i ceti non più produttivi (leggi: gli anziani) la perdita sarebbe comunque enorme. L'organismo sociale deperirebbe come una mela rinsecchita. È il grande dibattito che giusto adesso si va aprendo sul Prodotto interno lordo: c'è chi lo vuole fatto di sole cifre, magari algebricamente positive, chi invece vuole calcolare anche il grado di soddisfazione dei cittadini o la qualità dei servizi. Il calcolo del Pil però appartiene al passato. Il futuro non è dato saperlo, né ce lo può dire una scienza per esatta che sia. Sintetizziamo con la conclusione dell'Economist: alla fine si farà che se una nazione deciderà di allentare le restrizioni, tutti staranno a guardare se la sua economia si riprenderà e la sua popolazione reggerà all'infezione. “In questo caso allora anche gli altri seguiranno l'esempio”. Non è l'immunità di gregge, e nemmeno l'analisi matematica. È il metodo Pinkerton.

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