Coronavirus, Medici Simg: non possiamo andare al macello

Cro-Mpd

Roma, 24 mar. (askanews) - È un grido di allarme forte, pieno di spunti e preoccupazioni condivisibili, quello che giunge in forma di lettera aperta alle istituzioni, ai colleghi medici, ai politici e ai cittadini, pubblicato in Rete, a firma del Presidente della SIMG - Società Italiana Medicina di Medicina Generale e Prevenzione,Claudio Cricelli. "Ad oggi l'1% dei medici italiani è contagiato. Alla fine dell'endemia quanti saranno? - esordisce il medico - Un giorno, spero presto, non ricominceremo da zero. Inizieremo dalla scomparsa dell'inutile, del dannoso. La vera necessità di oggi è combattere . Abbiamo paura ma non abbiamo timore. Non temiamo di prestare la nostra opera per le nostre comunità. Tutti i medici in questi giorni lo stanno dimostrando. Abbiamo paura della disorganizzazione e dell'approssimazione. Specie nelle zone critiche, senza protezioni infatti non abbiamo condizioni personali, dei collaboratori e dei locali , per accogliere e visitare i nostri pazienti. Potremmo diventare altrimenti contagiati e untori delle nostre comunità. Ma per tutti i nostri pazienti, soprattutto per gli anziani, i fragili, i cronici, i poveri, non diminuiremo l'attenzione e le cure. Li assisteremo di più e meglio ma in maniera diversa usando gli strumenti che sembravano per pochi solo perché nessuno aveva voglia di farceli usare - prosegue Cricelli - Tutto il misurabile a distanza sarà misurato, tutto il prenotabile sarà prenotato, tutto il dematerializzabile sarà dematerializzato, tutto il digitale sarà utilizzato. Tra poco ogni cartella clinica avrà la videoconferenza integrata. Dare lo smartphone ad un anziano non è né un'utopia né un lusso. È una necessità. Stiamo spostando la formazione dei medici, che non si può più fare di presenza, sulle nostre piattaforme digitali. La formazione medica è oggi è ancor più necessaria di prima".

(Segue)