Coronavirus, Medici Simg: non possiamo andare al macello -3-

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Roma, 24 mar. (askanews) - E avverte:"Stiamo combattendo contro idee astruse che metterebbero a rischio 6 milioni di ipertesi con un eccesso di mortalità tripla di quella di Covid. Ogni bufala o mezza verità diffusa dai media o dagli "esperti"su Fans, antiipertensivi, vitamine, integratori, gruppi sanguigni, cure miracolose, aumenta le telefonate allarmate dei pazienti e riduce il tempo dedicato alla cure dei malati. Occorre imparare a misurare le parole; spiegare bene, essere certi di essere ben compresi. Altrimenti meglio tacere. Noi medici di famiglia questa verità assoluta la conosciamo sin troppo bene, da sempre".

"Qualche stolto afferma che siamo liberi professionisti - prosegue Cricelli - come dire cosa c'entrano loro col SSN. Un diluvio di chiacchiere, di esperti, epidemiologi, virologi, tuttologi, igienisti, sta sommergendo il paese. Secondo alcuni, noi medici di famiglia dovremmo fare i test ai cittadini… A tutta la popolazione, a mani nude? Non siamo carne da macello... L'Autorità Sanitaria, inclusi quelli che ci conoscono benissimo, non si sono preoccupati di sentire la Medicina Generale italiana. In 30 giorni, salvo una sola eccezione, non ho mai ricevuto una telefonata, una richiesta di consiglio, dopo 30 anni di collaborazione. Parlano soprattutto forsennatamente quelli che non sono sul campo di battaglia, che non hanno mai visto un paziente in vita loro, che non sanno nulla della vita reale. Il famoso Triage Telefonico ce lo siamo inventato noi della MG. Per vent'anni l'ottusità dei burocrati ha costretto i cittadini a fare un tragitto inutile 365 milioni di volte all'anno, per ritirare una ricetta stampata dal Poligrafico e poi falsamente dematerializzata".

"Da quando è arrivato il virus scopriamo che si possono liberare i cittadini dall'inutile percorso casa, medico, farmacia, casa 365 milioni di volte per ritirare due scatoline di un farmaco che dovranno prendere per trent'anni, quando una tecnologia banale consente da trent'anni di prescrivere una ricetta ripetibile virtuale da ritirare al bisogno. Non per rispetto per i cittadini ma solo per evitare accessi pericolosi. Stiamo scoprendo che potremmo tranquillamente se lo desiderano i nostri pazienti, consegnare i farmaci direttamente a casa delle persone senza fargli fare chilometri e file. Un solo passaggio prescrizione/invio/consegna. Che magnifica trovata in un momento di strade da tenere vuote!".