Coronavirus, medico bloccato a Tenerife: "Qui in 300, non sappiamo come tornare"

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di Patrizia Perilli"Stiamo vivendo una situazione estremamente pesante". Così Massimo Tamilia, medico di Ostia bloccato a Tenerife, sintetizza all'Adnkronos la condizione che sta vivendo da alcuni giorni insieme ad altri connazionali nel corso dell'emergenza coronavirus. "Qui ci sono circa trecento italiani bloccati che non possono rientrare in Italia", racconta Tamilia, partito sabato scorso dall’Italia. 

“Abbiamo provato qualsiasi strada, fatto nove biglietti che sistematicamente mi vengono annullati. Non c’è modo per tornare in Italia se non attraverso strade lunghe e complicate, oltre che niente affatto garantite. Mi hanno proposto di prendere un volo per Ginevra ma poi è sicuro che da lì riesca a tornare in Italia? Faccio il medico di base, ho i pazienti che mi chiamano sul telefonino per avere consigli, è una situazione emergenziale in cui il ruolo diventa ancora più importante e necessario ma da qui non c’è possibilità di muoversi, almeno non per ora. Forse c’è un volo per il 4 aprile ma è tutto da confermare”. Non solo, osserva Tamilia, “io qui ho una casa, ma come faranno gli altri connazionali che si trovano nelle strutture alberghiere? Chi pagherà loro il soggiorno fino alla data in cui potranno tornare in Italia?” 

“E’ necessario – sottolinea – un supporto dall’Italia, dei voli ad hoc per riportarci a casa. Qui al momento ci sono solo 60 casi di contagio da coronavirus, hanno chiuso scuole e discoteche, ma non possiamo sapere cosa succederà nei prossimi giorni. Sappiamo che in Italia la situazione è preoccupante ma se una emergenza accadesse qui, siamo sicuri che saprebbero fronteggiarla?”