Coronavirus, Mediterranea: protezioni per i medici in prima linea -2-

Red/Cro/Bla

Roma, 21 mar. (askanews) - "Sono 3.559 gli operatori sanitari contagiati ad oggi. Per dare un'idea, su 150 tamponi effettuati su medici di base, il 60 per cento è risultato positivo. Ma non basta condividere il dolore. Non basta ricordare i loro nomi, le loro storie. Dobbiamo tutti sostenere la richiesta forte che viene dall'Ordine dei Medici: dispositivi di protezione individuale subito! Le persone in prima linea devono avere mascherine, occhiali protettivi, visiere! Devono essere effettuati tamponi a tutto il personale sanitario, in maniera sistematica. E i laboratori privati devono essere messi a disposizione per la loro effettuazione. Per evitare situazioni di propagazione del contagio che ricadono poi su chi cura, si devono chiudere immediatamente le attività produttive non essenziali", prosegue.

"Sono 83 i medici, infermieri e OSS, volontari di Mediterranea, che dal primo momento combattono il virus in prima linea. Sono tutte e tutti del Servizio Sanitario Nazionale, e fino a prima della Pandemia, avevano utilizzato le loro ferie, i riposi dal lavoro negli ospedali, ambulatori e ambulanze per continuare a soccorrere, sulle nostre navi: in mare come in terra. Loro sono Mediterranea. Come tutte le persone che di fronte a chi chiede aiuto, non voltano mai la testa dall'altra parte. Loro, come chi ha sacrificato la propria vita per gli quella altrui, praticano una professione di frontiera, ai confini tra la vita e la morte. Praticano umanità. Sono un bene prezioso per queste nostre fragili società", conclude.