Coronavirus, De Micheli: trasporti in Italia non chiuderanno

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Roma, 14 mar. (askanews) - In Italia non ci sarà un blocco totale della mobilità a causa dell'emergenza coronavirus. Lo dice la ministra dei Trasporti Paola De Micheli in una intervista ad Avvenire. "No, non chiuderemo i trasporti in Italia. Ho firmato i decreti che autorizzano la riduzione del traffico riguardante aeroporti, trasporto ferroviario e di linea su gomma interregionale. Ma non si arriverà a fermare tutto".

"Sin dall'inizio di questa emergenza, noi come governo ci siamo mossi su due binari: prima vengono le persone, prima viene la vita umana, prima viene non far morire i nostri concittadini, qualsiasi sia il costo economico successivo; in contemporanea, ci siamo interrogati su come adottare ogni singola misura restrittiva garantendo la tenuta democratica del Paese. Altri Paesi Ue stanno guardando alle nostre scelte, perché siamo la prima grande democrazia occidentale colpita da Covid-19. Tra pochi giorni altri arriveranno al nostro stesso incrocio: vita umana, democrazia, economia. Noi speriamo e crediamo che tutta l'Europa seguirà la nostra strada. Se accadrà, ripartiremo tutti più forti, avendo preservato le persone e la democrazia, con una Costituzione che non esce ferita, e con una base morale più solida. Avremo allora il necessario anche per far ripartire l'economia. E anche se ora questo è secondario, questa linea politica riceverà e sta già ricevendo l'apprezzamento dei cittadini. E le dico a riguardo, a proposito di idee di altri governi di emergenza nazionale, che questa linea di governo ha rafforzato la coesione e l'unità dell'esecutivo", spiega.

"Garantire i trasporti - sottolinea De Micheli - significa garantire l'uguaglianza tra i cittadini e un loro diritto fondamentale. I tre criteri che abbiamo fissato per uscire di casa - spese alimentari, salute, lavoro - vanno sostenuti anche attraverso il funzionamento dei trasporti pubblici e privati, grazie ai quali il motore del Paese non si fermerà e gli scaffali di farmacie e alimentari saranno riforniti. È questione di civiltà e, ripeto, di democrazia. Ci sarà un logico ridimensionamento dell'offerta, ma non la serrata. E a ore firmerò le linee guida perché i lavoratori dei trasporti, uomini e donne cui va la mia più assoluta gratitudine, lavorino in condizioni di sicurezza. La vigilanza sarà rigorosa".

"Le frontiere dell'Italia con i Paesi confinanti sono aperte. C'è stato un problema al Brennero ma l'abbiamo superato. Con Francia, Germania e Austria stiamo lavorando strettamente coordinati. Ora è nato un problema con Slovenia, Croazia e Serbia: lo risolveremo. Le merci devono continuare a circolare, le persone possono continuare a circolare rispettando quei criteri che il governo italiano ha adottato e che sono adeguati anche a livello comunitario: ci si muove per lavoro, salute e approvigionamento alimentare. Sarebbe assurdo che l'Ue facesse cadere Schengen per Covid-19", osserva la ministra.

Secondo De Micheli a livello economico "avremo danni pari a quelli di un conflitto bellico. E serviranno più di 25 miliardi, che sono quanto stanziato per la prima fase dell'emergenza. Da questo punto di vista oggi l'Europa ha dato un segnale importante. Sarà questo il banco di prova dell'unità europea".