Coronavirus, Migliore (Iv): garantire sicurezza nelle carceri

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Roma, 23 mar. (askanews) - "La lettera del presidente Mattarella, in risposta ai detenuti del Veneto, è un atto di grande civiltà del quale bisogna ringraziare il Capo dello Stato. Alla vigilia della conversione del decreto che introduce alcune norme relative al sistema penitenziario, si deve prendere sul serio il monito del presidente, per garantire sicurezza e dignità nelle nostre carceri". Lo dichiara il deputato di Italia Viva Gennaro Migliore, già sottosegretario alla Giustizia.

"Il riferimento che si fa nel decreto alle esecuzioni penali esterne affidate al braccialetto elettronico è un palliativo che non tiene minimamente in conto la reale situazione di sovraffollamento determinata da due anni di assurda ideologia securitaria. Qui non si tratta più di dividersi tra rigoristi e permessivisti, ma - spiega - di tutelare la salute e la sicurezza dei nostri istituti penitenziari. La nostra Costituzione stabilisce con chiarezza che ogni detenuto abbia gli stessi diritti delle persone libere, a meno della privazione della sua libertà a seguito di una disposizione giudiziaria, a partire da quello alla salute e al non essere sottoposto a trattamenti inumani e degradanti. È quindi urgente intervenire con provvedimenti che consentano di ridurre considerevolmente il numero dei detenuti, in particolare applicando norme già esistenti che consentirebbero l'esecuzione penale domiciliare per moltissimi che devono scontare pene residue molto piccole".

"La destra smetta di fare propaganda su questo e si confronti con chi ogni giorno presta il suo lavoro all'interno delle carceri, dai direttori alla polizia penitenziaria. Oggi più che mai le parole del presidente della Repubblica sono indispensabili per comprendere la reale situazione senza farsi guidare da ideologismi o emotività. Chi lavora in carcere, le persone detenute, sono tutti appartenenti alla nostra comunità e sarà sempre il nostro dovere proteggerli e garantirne la sicurezza", conclude.