Coronavirus, a Milano primi 20 detenuti in alloggi della Caritas

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Milano, 30 mar. (askanews) - Per cercare di alleviare il sovraffollamento nelle carceri milanesi in un momento particolarmente critico a causa del Coronavirus la Caritas Ambrosiana e la Diocesi di Milano hanno messo a disposizione propri alloggi per i reclusi che potrebbero scontare gli ultimi 24 mesi di detenzione all'esterno del carcere, ma sono sprovvisti di un domicilio. Al momento, sono già stati individuati 20 posti, ma il piano sarà incrementato nelle prossime settimane accrescendo la diponibilità complessiva.

I beneficiari indicati dal Magistrato di sorveglianza sconteranno il residuo di pena, presso le strutture individuate da Caritas Ambrosiana, e saranno sottoposti alle misure di tutela previste dall'Uepe (l'Ufficio per l'esecuzione penale esterna). Continueranno, dunque, a essere a tutti gli effetti dei detenuti, soggetti a restrizioni della loro libertà personale e ai controlli di polizia. I primi 10 reclusi, che saranno accolti dai prossimi giorni, proverranno dalle case di reclusione di Opera e Bollate e dalla casa circondariale di San Vittore.

"Questa emergenza sta facendo venire al pettine tanti nodi irrisolti. Tra questi, quello del sovraffollamento del carcere, che a causa dell'epidemia in corso, potrebbe assumere caratteristiche tragiche, per usare lo stesso aggettivo che ha menzionato papa Francesco al termine dell'Angelus di domenica, nel suo accorato appello rivolto alle autorità affinché prendano le misure necessarie. Con questa nostra iniziativa, di cui sostentiamo i costi mentre la Diocesi di Milano mette a disposizione le strutture, vogliamo dare il nostro contributo" ha osservato il direttore di Caritas Ambrosiana Luciano Gualzetti.