Coronavirus, a Milano stop anche a processi d'appello non urgenti

Fcz

Milano, 4 mar. (askanews) - Stop anche ai processi d'appello nel distretto giudiziario di Milano. Lo ha deciso il presidente vicario Giuseppe Ondei che per far fronte all'emergenza Coronavirus ha disposto "che i giudici del settore civile e penale procedano ai rinvii delle cause e dei processi" già fissati in calendario fino al 15 marzo "a una data successiva al 31 marzo". Sono escluse dal provvedimento i processi civili d'appello che riguardano licenziamenti e discriminazioni, le cause di adottabilità o di allontanamento di minori e tutti i contenziosi del settore famiglia "che presentino situazione di pregiudizio per i minori". Sul fronte penale, potranno essere celebrati soltanto i procedimenti "a carico di persone sottoposte a misure cautelare anche non coercitiva" e tutti i processi che cadranno in prescrizione "entro sei mesi". Nessuna sospensione neppure per procedimenti della sezione minori e famiglia "per gravi reati contro la persone che riguardino imputati minori". Saranno anche trattate le convalide di arresti di persone estradate in Italia o destinatarie di mandato di arresto europeo e tutti gli altri processi penali "che presentino carattere di urgenza".

Una decisione dovuta soprattutto per far fronte al rischio di contagio da Coronavirus all'interno del Palazzo di Giustizia di Milano, luogo dove "vi è un afflusso giornaliero di persone senza possibilità di controllo della provenienza", sottolinea il presidente Ondei nel provvedimento. La "stretta" sui processi d'appello arriva dopo l'analoga decisione presa ieri dal presidente del Tribunale, Roberto Bichi, che ha disposto la sospensione e il relativo rinvio di tutte le cause penali e civili non urgenti per scongiurare altri possibili contagi dopo il caso dei due giudici risultati positivi al test del tampone.