Coronavirus, min. giustizia: domiciliari per pena fino a 18 mesi

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Roma, 16 mar. (askanews) - Venti milioni di euro per interventi urgenti di ristrutturazione all'interno delle carceri, fondi ulteriori per la polizia penitenziaria e semplificazione delle procedure per usufruire della detenzione domiciliare tramite l'utilizzo dei braccialetti elettronici e nel decreto legge approvato dal Cdm, disposizioni anche per il mondo penitenziario.

Lo sottolinea il ministero della Giustizia, evidenziando che il governo ha stanziato 20 milioni di euro per ripristinare la funzionalità degli istituti penitenziari danneggiati negli scorsi giorni con interventi urgenti di ristrutturazione delle strutture e degli impianti. Nel decreto legge stanziamenti ulteriori, anche in deroga ai limiti vigenti, per gli straordinari dei dirigenti penitenziari, dei direttori degli Istituti penali per minorenni e dei poliziotti penitenziari, per gli oneri connessi all'impiego temporaneo fuori sede e per le spese di sanificazione e disinfezione degli ambienti usufruiti dal personale.

Sempre per far fronte all'emergenza Coronavirus - spiega il ministero - fino al 30 giugno 2020, potrà essere ottenuta la detenzione domiciliare dai detenuti che devono scontare una pena - o residuo di pena - fino a 18 mesi, come già previsto dalla normativa vigente, ma con una procedura semplificata. Per coloro che devono scontare una pena da 7 a 18 mesi, è previsto il ricorso ai braccialetti elettronici o altri strumenti tecnici. E "i cosiddetti braccialetti elettronici saranno resi disponibili secondo un programma di distribuzione adottato dal capo dell'amministrazione penitenziaria, d'intesa con il capo del dipartimento di pubblica sicurezza, tenuto conto della capienza dei singoli istituti, del numero dei detenuti ristretti, nonché delle concrete emergenze sanitarie rappresentate dalle autorità competenti".

Sono esclusi dalla norma - avverte il ministero - "reati particolarmente gravi, come ad esempio quelli richiamati dall'articolo 4 bis dell'ordinamento penitenziario, i maltrattamenti in famiglia o lo stalking. Esclusi anche i detenuti che hanno partecipato alle rivolte dei giorni scorsi".