Coronavirus: ministero Salute, 50mila chiamate e numero verde aiuto psicologico

Coronavirus: ministero Salute, 50mila chiamate e numero verde aiuto psicologico

Roma, 11 giu. (Adnkronos Salute) – Sono oltre 50mila le telefonate arrivate, con un vero e proprio picco di chiamate giornaliere durante il lockdown, al numero verde di supporto psicologico 800.833.833, attivato circa un mese e mezzo fa dal ministero della Salute e dalla Protezione Civile per l'emergenza Covid-19. Un servizio gratuito, attivo tutti i giorni dalle ore 8 alle 24, nato per fornire suggerimenti e supporto per aiutare a gestire l'ansia, lo stress e il disagio psicologico legato all'epidemia e all'adozione delle stringenti misure di isolamento sociale.

Il servizio, che proseguirà fino alla fine di giugno, "sta ottenendo un altissimo il grado di soddisfazione – spiegano dal ministero – registrato nel bilancio di questo mese e mezzo di attività: il 95,5 % degli utenti ha ritenuto soddisfatte le aspettative e il 96,5 % ha dichiarato di aver ricevuto tutte le informazioni richieste. A chiamare molti anziani (28,9%), ma è significativo anche il numero di studenti (9,8%). L'età media è attualmente di 49 anni, qualche anno in meno di quella che caratterizzava le chiamate durante la fase di lockdown (52 anni).

Le motivazioni di chi utilizza il servizio sono legate a stati ansia (14%), depressione (13%) o più frequenti stati di preoccupazione generalizzata e altre problematiche pregresse emerse a causa dell'emergenza (oltre il 40%). Merita attenzione il dato di persone con problemi di irritabilità (2%), con disturbi del ciclo sonno-veglia (2%) e con problemi di relazione (1,2%). Con la fine del lockdown è raddoppiato il numero di persone che hanno chiamato per ricevere sostegno nell'elaborazione di un lutto (dal 1,6% al 3,2%) non necessariamente legato al Covid-19.

Le problematiche più importanti, per le quali si è riscontrata la necessità di interventi terapeutici (farmacoterapia o psicoterapia), "sono state indirizzate ai servizi socio-sanitari pubblici. Altre hanno usufruito della possibilità di ricevere un ascolto approfondito e competente anche attraverso un numero maggiore di colloqui di approfondimento grazie al supporto dei professionisti delle associazioni e delle società scientifiche che hanno messo a disposizione la propria professionalità", si legge in una nota del ministero.

Una volta superata la fase dell'emergenza, progressivamente si sta tornando a gestire la richiesta di assistenza psicologica attraverso la rete di strutture e professionalità del Servizio sanitario nazionale, che è al centro di "piani di rafforzamento e valorizzazione a cui sta quotidianamente lavorando il ministero della Salute".

"L'assistenza telefonica, supportata dalla tecnologia messa a disposizione gratuitamente da Tim, proseguirà sino alla fine di giugno – evidenzia il ministero – grazie alla preziosa collaborazione e alla partecipazione attiva degli psicologi di diverse associazioni e società scientifiche, cui va il ringraziamento del ministero della Salute e del Dipartimento nazionale di Protezione Civile".

Per il primo livello, che vede impegnati 500 psicologi dell'emergenza, si tratta di quattro associazioni di volontariato della Protezione Civile: la Federazione psicologi per i popoli, la Società italiana di psicologia dell'emergenza, il Corpo italiano di soccorso dell'Ordine di Malta e il Centro Alfredo Rampi. Per il secondo livello, che conta invece su 1500 psicoterapeuti, si tratta delle associazioni aderenti alla Consulta Cnop: l'Associazione italiana di psicologia, l'Associazione italiana psicologia psicoanalitica, la Federazione italiana delle associazioni di psicoterapia, i Soci italiani European Federation for Psychoanalytic Psychotherapy, la Società italiana di psico-oncologia, la Società italiana di psicologia pediatrica, la Società italiana di terapia comportamentale e cognitiva, la Società italiana tossicodipendenze e la Società psicoanalitica italiana.