Coronavirus, Miozzo (Cts): rispettare le regole o si chiude tutto

Dmo
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Roma, 29 ott. (askanews) - Il Dpcm "risponde alla situazione attuale del Paese che è in rapidissimo peggioramento. Le stesse misure le ha adottate oggi la Germania", "dobbiamo orientare i comportamenti dei nostri concittadini al rispetto rigoroso del distanziamento, alla riduzione di tutti i contatti a rischio, alla limitazione di tutte le possibili occasioni di contagio. È la gradualità di comportamenti da mettere in atto come ultimo tentativo per evitare la ben più dolorosa decisione del lockdown generale", ma se non rispettano le regole per due settimane, sarà di nuovo tutto chiuso, avverte sul Corriere della Sera Agostino Miozzo, che presiede il Comitato tecnico scientifico. "Dal 18 aprile chiediamo di 'attuare ogni misura per ridurreipicchi di utilizzo del trasporto pubblico'. I verbali dimostrano che lo abbiamo scritto per ben 20 volte sollecitando, a più riprese, un nuovo concetto di mobilità", aggiunge su uno dei punti caldi. Gli ospedali intanto "soffrono una pressione difficilmente sostenibile nel lungo periodo, soprattutto nei territori in ritardo nell'organizzazione dei percorsi dedicati ai pazienti Covid. L'unico modo per alleggerire è coinvolgere medici di famiglia e pediatri di libera scelta fornendo loro tutti i mezzi per operare, i materiali di protezione, gli strumenti diagnostici. Con l'accordo appena siglato tutti i cittadini potranno fare i tamponi rapidi con il loro medico". "Io sono un fautore della scuola al 100%. Il vero coraggio è tenerle aperte e adattare il sistema a questa esigenza. Sono stati fatti miracoli per trasformare il cronico disastro del sistema scolastico in qualcosa che sia in grado di affrontare la crisi che stiamo passando. Dobbiamo difenderlo se non vogliamo trovarci centinaia di migliaia di ragazzi terrorizzati e affetti dalla sindrome della capanna". Per sapere se le nuove misure funzionano, spiega Miozzo, dovremo aspettare "almeno due settimane, poi saremo pronti per decidere se abbiamo raggiunto il limite non compatibile e si deve passare ad un intervento più radicale come quello che abbiamo già dolorosamente sperimentato a marzo e aprile", perché "solo con il rispetto rigoroso delle regole, il lockdown potrà essere ricordato come una brutta esperienza del passato".