Coronavirus, modello ricercatori italiani prevede trend diffusione

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Roma, 11 mar. (askanews) - Un modello matematico virtuoso che aiuta a sfruttare il divario esistente tra le regioni più colpite dal coronavirus e quelle meno toccate, per ottimizzare le risorse e scongiurare il collasso degli ospedali. E' il contributo scientifico che Enrico Bucci, professore di Biologia presso la Temple University di Philadelphia, insieme a Enzo Marinari, Professore Ordinario di Fisica Teorica dell'Università La Sapienza di Roma, e Giorgio Parisi, Presidente dell'Accademia Nazionale dei Lincei, hanno messo a punto come risorsa fondamentale di studio e risposta concreta alla diffusione del coronavirus in Italia. Il professor Bucci dell'Associazione Luca Coscioni, realtà in prima linea anche a livello internazionale a difesa della libertà di ricerca scientifica, colloquiando con il Presidente di Science for democracy Marco Perduca (coordinatore tra l'altro del recente Congresso Mondiale sulla Libertà di Scienza) - ai microfoni di Agenda Podcast ha spiegato l'importanza dell'adozione di un modello matematico di previsione in questa fase di estrema diffusione del virus, che "sta registrando un trend di decessi giornalieri superiore a quello cinese, in rapporto alla popolazione".

"In tutte le regioni italiane la situazione è la stessa- ha chiarito - è solo una questione di tempo. Impostare la prevenzione sul metodo scientifico consente di prevedere e capire in anticipo le fasi del contagio, in modo da poter agire in maniera immediata sull'organizzazione ospedaliera della regione interessata e di quelle adiacenti, evitando il più possibile il collasso delle terapie intensive e degli ospedali italiani".

"Il Piemonte grazie a questo modello ha osservato cosa era previsto per la sua regione e ha conseguentemente adottato delle misure, grazie alle quali ha potuto fronteggiare in maniera efficace i primi giorni di salita dell'epidemia nei suoi ospedali", ha proseguito Bucci.