Coronavirus a Mondragone, gli aggiornamenti dal Governatore della Campania

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Il focolaio di Mondragone continua a preoccupare la Regione Campania tant’è che nel corso del consueto appuntamento Facebook del venerdì, il Governatore Vincenzo De Luca si è soffermato quasi solo ed esclusivamente su quanto sta avvenendo in provincia di Caserta.

A Mondragone, nei palazzi ex Cirio, nelle ultime ore si sono registrate altissime tensioni tra bulgari, rom e residenti italiani. Qui, infatti, in seguito a un aumento esponenziale di contagi da Coronavirus, è stata istituita una nuova zona rossa. De Luca sa quanto sia difficile affrontare un’epidemia in Campania: “Degrado urbano, tensioni sociali e illegalità, abbiamo dovuto affrontare di tutto a Mondragone. Abbiamo affrontato i problemi con concretezza”.

De Luca parla del focolaio a Mondragone

Ma nonostante il cluster in provincia di Caserta, il Governatore della Campania guarda con fiducia al futuro: “Cercheremo noi i contagi. Non vogliamo coprire i problemi ma vogliamo risolverli e tutelare le nostre famiglie. Faremo tamponi di massa. Per 10 anni non si sono affrontati problemi di Mondragone. Oggi interveniamo in una situazione incancrenita da anni. Abbiamo trovato negli appartamenti decine di persone ammassate – racconta amareggiato Vincenzo De Luca -. Oggi parla chi, invece, non ha mai fatto nulla”.

Il focolaio di Mondragone è nato in seguito a una gravidanza di una donna bulgara che ha partorito al: “Sessa Aurunca. Ogni paziente viene sottoposto a tampone: lei è risultata positiva, mentre il bimbo no. Abbiamo ricostruito i rapporti della donna e così siamo arrivati a cinque palazzine coinvolte, per questo ho dovuto fare un’ordinanza e metterle in quarantena”. Ma qualcosa non è andata per il verso giusto: “Nella notte tra lunedì e martedì alcuni residenti sono scappati – diciannove per l’esattezza –, di etnia bulgara e rom. Li abbiamo individuati tutti. Abbiamo fatto i tamponi”.

Cosa succede in provincia di Caserta

Per questo motivo, De Luca in accordo con la Lamorgese invia l’esercito a Mondragone: “I 70 uomini che avevo chiesto a inizio epidemia vengono mandati a Mondragone. Le messa in quarantena deve durare 15 giorni. C’è stata un po’ di tensione. Le regole si rispettano. Ho chiamato l’ambasciata bulgara chiedendo che i loro concittadini rispettassero la quarantena”. De Luca, inoltre, non vuol sentire parlare di razzismo: “Non c’è nessuna discriminazione, non ci importano le nazionalità. Abbiamo fatto 743 tamponi, i positivi sono 43”.


Così ripartiti: “Nove nella palazzina dei clochard italiani, il resto sono bulgari e rom. È obbligatorio l’uso di mascherina anche all’aperto a Mondragone. Lì sono vietati assembramenti ed eventi e manifestazioni. Rischiamo di moltiplicare i contagi. L’obiettivo è spegnere il focolaio”.

Da venerdì 26 giugno, a Mondragone, sono presenti: “Due camper per fare tamponi a tutti i cittadini dell’area circostante alle palazzine. La provincia di Caserta aveva finora retto bene il contagio. Invito alla calma i cittadini di Mondragone, ne usciremo insieme”, conclude il Governatore della Regione Campania.