Coronavirus, Morani: sacrificio necessario, garantire servizi

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Roma, 12 mar. (askanews) - Stare a casa "è un sacrificio necessario" ma non è possibile chiudere tutto. A scriverlo su Facebook è Alessia Morani (Pd), sottosegretaria allo Sviluppo economico.

"L'Italia - spiega - si ferma ma non si spegne. Questo è il significato del DPCM appena emanato. Stiamo parlando di una misura straordinaria in un momento storico inimmaginabile fino a qualche settimana fa. Il Governo sta affrontando uno degli eventi più difficili della storia recente del nostro Paese, che non coinvolge solo noi ma, come ha comunicato proprio in questi giorni l'Oms, riguarda la comunità mondiale. Non si tratta di una guerra, che anche nella sua tragedia, ha un nemico ben chiaro e definito, ma si tratta di qualcosa di non facilmente identificabile che si muove in maniera silente tra tutti noi e che può riguardare il nonno che hai baciato un attimo prima come l'amica che non vedi da 10 giorni o come la moglie o il compagno che hai salutato la mattina prima di andare in ufficio. Questo inciso solo per far capire a chi ancora avesse qualche dubbio o qualche perplessità in merito alla situazione attuale che non ci siamo svegliati tutti, una mattina, pensando nell'incoscienza diffusa di chiudere la porta del Paese lasciando aperta qua e là qualche finestra a nostro piacimento. La verità è che stiamo cercando di far funzionare al meglio il nostro sistema garantendo a tutti e sottolineo a tutti, il bene più prezioso che abbiamo, la salute dei genitori, dei figli dei parenti e degli amici, oltre che di noi stessi, quindi ci stiamo impegnando per preservare il diritto alla salute di tutti noi".

"In queste ore - prosegue - sentiamo, comunque, da più parti affermare "fermate tutto, ma proprio tutto". Vorrei provare a spiegare perché "chiudere proprio tutto" non è possibile provando a fare solo qualche esempio con la consapevolezza che potrebbero essercene altri mille. Innanzitutto occorre che la filiera agro-alimentare continui a funzionare (dalle materie prime, alla trasformazione, al packaging, fino alla vendita finale) perché abbiamo tutti la necessità di mangiare (gli assalti ai market degli ultimi giorni qualcosa devono pur dirci) cosi come deve continuare a funzionare tutto ciò che riguarda la farmaceutica e i prodotti per proteggerci dal virus (mascherine, disinfettanti, saponi ecc). Questi prodotti vanno portati in tutta Italia e per farlo servono camion che girano in lungo e in largo la penisola. E allora perché tenere aperti i meccanici? Perché i mezzi non possono fermarsi e se si rompono vanno riparati così come vanno aggiustati i frigoriferi o i riscaldamenti negli ospedali o nei ricoveri per anziani. Lo stesso vale anche per alcuni servizi pubblici: pensate solo un momento se non ci fosse più la raccolta dei rifiuti o se si guastasse una conduttura o una rete elettrica e non ci fosse nessuno pronto a ripararle. Potrei continuare a lungo facendo altri esempi ma credo di aver reso l'idea. Sono la prima a sentire il senso di costrizione della propria libertà, avrei voglia in questo momento di abbracciare i miei cari che non posso vedere, vorrei uscire e farmi una fresca e spumosa birra con i miei amici, vorrei semplicemente recarmi al lavoro quotidianamente e poter incontrare e discutere con i miei colleghi, ma non posso e lo accetto sapendo che è un sacrificio necessario per stare bene. Tutti", conclue Morani.