Coronavirus, i morti in Italia aumentano: secondo Paese dopo la Cina

Coronavirus: Italia seconda per numero di morti

Secondo la Johns Hopkins University, l’Italia è seconda al mondo per numero di morti di Coronavirus. Sono 366 le vittime dell’epidemia, contro le 3mila della Cina, un passo davanti al nostro Paese nella tragica classifica. Per numero di contagiati, invece, ci spetta il quarto posto sempre dopo l’oriente, dove spiccano anche Corea del Sud e Iran.

Coronavirus: i numeri in Italia

Ad oggi, in base all’ultimo bilancio contagi diffuso dal capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli, nel nostro Paese ci sono 6.387 infetti da Coronavirus, di cui 2.180 in quarantena presso il domicilio, 3.557 ricoverati in ospedale e 650 in terapia intensiva. Per contro però aumentano anche le guarigioni, che sono circa 622.

A seguito dell’andamento dell’epidemia in Italia, il Governo ha emanato un decreto contenente misure straordinarie da adottare, al fine di contenere il numero di contagi. Secondo le stime, andando avanti così e non rispettando le regole, dettate anche dal buonsenso, il Coronavirus mieterà sempre più vittime e si spargerà per tutto il territorio. La situazione in Lombardia è preoccupante, ma si registra un andamento rapido anche in Emilia Romagna.

“Per quanto riguarda le forze in campo, il numero cresce. Siamo circa 4mila e le tende messe a disposizione per le strutture di pre-triage sono 412″, ha dichiarato Borrelli. Fra le iniziative, è previsto l’arrivo di 22 milioni di mascherine chirurgiche tra il 12 marzo e il 30 aprile 2020.

Troppi ricoveri in terapia intensiva

Fondamentale però è il rispetto delle norme divulgate dal Governo, in nome del senso civico che dovrebbe animare ogni italiano. Non solo, è anche importante rendersi conto del settore ospedaliero che, nonostante gli sforzi e l’ottima organizzazione del Servizio Sanitario Nazionale, sta faticando. I reparti di terapia intensiva iniziano a riempirsi, i dipendenti delle strutture svolgono turni lunghi e massacranti, più del solito.

Questa emergenza tocca tutti direttamente, anche se non siamo anziani o se non soffriamo di malattie respiratorie pregresse o debilitanti. Facciamo tutti parte del bel Paese che è l’Italia e dobbiamo agire con responsabilità affinché essa possa guarire presto, tutelando soprattutto chi rischia la vita per colpa del Coronavirus.