Coronavirus, Mulè (Fi): governo difenda interessi Italia e borsa nazionale

Pol/Luc

Roma, 14 mar. (askanews) - "Nelle ultime 48 ore l'Italia ha pagato sulla propria pelle il prezzo di un'Europa a due facce. Quella che in superficie parla di valori fondanti e del 'siamo tutti italiani' e quella che con alcune battute della presidente della Bce e una pistola scarica ha fatto perdere alla borsa di Milano il 17%. Il piccolo rimbalzo del 7,1% non è sufficiente, è un dato tiepido che nasconde un pericolo serissimo per l'Italia: c'è il rischio, come scrive bene questa mattina il Sole 24 ore, di scalate ostili ai nostri asset strategici. Alcuni esempi: Generali è sotto i 20 miliardi (a febbraio valeva 30 miliardi con una perdita del 37%), Eni vale appena 24,5 miliardi (un mese fa valeva 50 miliardi con una perdita netta del 50%), Intesa San Paolo scende a 25 miliardi dai 45 miliardi di valore stimati quattro settimane fa, Enel valeva 87 miliardi a metà febbraio e ne vale appena 53 oggi, Telecom e Leonardo hanno perso il 50% in pochi giorni e valgono ora rispettivamente 6,7 miliardi e 3,3 miliardi, Unicredit vale oggi 15,9 miliardi (perdendo il 49,6% in poche ore), Ferrari ha perso il 30,7% con un valore attuale di 22,48 miliardi, Fca 12 miliardi dai 20 miliardi di fine 2019, Enel vale oggi 53,53 miliardi e sconta una flessione del 38,5%, Mediobanca ha dimezzato il suo valore passando da 8,6 miliardi a 4 miliardi. In poche parole la Corporate Italia è in saldo, il sistema Paese a rischio. Il governo italiano deve, non può, deve difendere gli interessi strategici del Paese e le colonne portanti della Borsa nazionale con un'azione di governance mirata in Europa e una vigilanza attenta sulle speculazioni o le azioni aggressive contro i nostri asset strategici. Non serve Winston Churchill, basterebbe un governo all'altezza. Non svendiamo l'Italia". Lo afferma in una nota Giorgio Mulè, deputato di Forza Italia e portavoce dei gruppi azzurri di Camera e Senato.