Coronavirus, muore a 70 anni Luis Sepúlveda

(Photo by Sophie Bassouls/Sygma via Getty Images)

Addio a Luis Sepúlveda: il coronavirus ha ucciso anche lui. Lo scrittore cileno “profondamente rosso” e “cittadino prima che scrittore”, come lui stesso amava definirsi, se n’è andato a 70 anni. Da fine febbraio, dopo aver contratto l’infezione, era ricoverato all’ospedale di Oviedo, nelle Asturie, dove viveva e dove è stato uno tra i primi casi confermati di positività al Covid-19.

Nato il 4 ottobre 1949 a Ovalle, in Cile, Sepúlveda lasciò il paese natale nel 1977 durante la dittatura di Pinochet, di cui denunciò le numerose e continue violazioni dei diritti umani. Dopo un lungo viaggio attraverso l'America Latina, finì nel 1996 a Gijón, Asturie, insieme all’amore di una vita: la moglie e poetessa cilena Carmen Yáñez.

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È stato autore di decine di romanzi, libri di viaggio, sceneggiature e saggi non solo per il pubblico adulto ma per tutte le età. Alcuni di questi, come “Una storia di un gabbianella e di un gatto che le insegnò a volare” o “Il vecchio che leggeva romanzi d’amore”, sono diventati film. Durante la sua lunga carriera di scrittore ha ricevuto una ventina di premi, tra cui il Premio Chiara nel 2014 e il Premio Hemingway per la Letteratura le 2016, oltre ad essere stato insignito della Laurea Honoris Causa alla Facoltà di Lettere dell’Università di Urbino.

Il suo ultimo romanzo, “Historia de una ballena blanca”, pubblicato nel 2019, parla dell’importanza del rispetto per l’ambiente e per gli animali. Amava l’Italia, dove ha festeggiato lo scorso ottobre i suoi 70 anni in un evento organizzato a Milano dalla casa editrice Guanda.

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