Coronavirus, Napoli: governi e Regioni devono battersi il petto

Pol/Vep

Roma, 21 mar. (askanews) - "Da almeno 15 anni si tagliano fondi alla sanità. Centinaia di ospedali, soprattutto quelli più piccoli, sono stati chiusi dalle Regioni. Al Ssn mancano, così si diceva fino a qualche mese fa, circa 10 mila medici e diverse migliaia di infermieri. Una strategia di desertificazione dell'assistenza sanitaria pubblica, per la verità non solo in Italia ma un po' in tutta Europa, di cui oggi raccogliamo i drammatici risultati con questa insidia mortale chiamata coronavirus. Governo e Regioni, di qualsivoglia colore politico, devono battersi il petto". Lo afferma in una nota Osvaldo Napoli del direttivo di Forza Italia alla Camera.

"Oggi si cercano 300 medici nelle aree del Nord, e si dimentica quanti di loro sono stati mandati in pensione grazie a quota 100. A Roma si fa una battaglia ridicola per riaprire l'ospedale Forlanini, monumento di efficienza ridotto oggi in una condizione di abbandono. Quell'ospedale semplicemente non andava chiuso, essendo un centro di specializzazione per le malattie polmonari - aggiunge -. Gli italiani pagano oggi un prezzo alto per colpa dei gravi errori commessi dai governi nazionali e dalle Regioni". "Si rincorrono posti che non ci sono nelle terapie intensive, si cercano macchinari per la respirazione meccanica quando quei macchinari dovevano essere installati in tempi di relativa calma. Una volta cessata, la tempesta del coronavirus imporrà a tutti, governo e Regioni, di ripensare il modello di assistenza, per potenziare quello attuale ma anche per cambiarlo nelle sue articolazioni istituzionali. L'ultima idiozia che può fare la politica sarebbe dimenticare quello che sta accadendo", conclude.