Coronavirus Napoli, medici contagiati: scoppia il caso del congedo per malattia

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In una decina di giorni sono stati contagiati dal coronavirus almeno 20 medici e operatori sanitari delle strutture di Napoli. Nella giornata di martedì 17 marzo, inoltre, anche i due vertici del Policlinico Vanvitelli hanno contratto il Covid. Si tratta del dg Antonio Giordano e del direttore sanitario, dottoressa Maria Vittoria Montemurro. Le loro condizioni non destano però alcuna preoccupazione: si trovano in isolamento domiciliare. Sempre nella giornata di martedì, inoltre, è stata confermata l’intesa per “stabilizzare almeno 40 operatori che lavoravano fino ad oggi da precari”.

Coronavirus Napoli, medici contagiati

Sono in aumento i medici e gli operatori sanitari di Napoli contagiati dal coronavirus e costretti al ricovero o all’isolamento domiciliare. Impegnati in prima linea nelle varie struttura (tra Cardarelli, Monaldi, Pascale, Nuovo Policlinico della Federico II e Vecchio Ateneo Vanvitelli), sono stati messi al muro da una malattia improvvisa. A partire dalla “paziente 1” del Cardarelli si è poi sviluppato un contagio continuo tra il personale. La prima contagiata, inoltre, avrebbe ricevuto delle accuse via social per essere rientrata da Milano, dove pare fosse andata a visitare la figlia. Ma la famiglia smentisce: “Tutto falso”.

Il 6 marzo scorso la donna avrebbe iniziato ad accusa i rimi malesseri che, nonostante tutto, non le impedivano di proseguire in prima linea nell’aiuto dei pazienti. Poi, però, la febbre alta, la tosse e le difficoltà respiratorie l’hanno costretta a rimanere a letto. Contro di lei si sono levate pesanti accuse, al punto che la figlia è intervenuta in sua difesa. “Ho letto cose bruttissime sul web – scrive la figlia M. -. Sì lo so, ho capito che dopo mia madre si sono ammalati tanti altri primari, sono stati contagiati uno dietro l’altro. Ma vogliamo dare la colpa a un primario che è in prima linea?“. “Stanno accusando mia madre, che è malata, di aver fatto questo fantomatico viaggio al nord e di aver messo in pericolo gli altri: ma è assurdo – ha detto ancora la figlia della donna del Cardarelli -. Non c’è mai stato questo viaggio“. Sottoposta al tampone, la figlia è risultata negativa. Sul possibile contagio da asintomatici, risponde: “Nessuno ha certezze. Comunque, finché non ho sintomi, inutile sottopormi a tampone. Adesso voglio che mia madre guarisca bene e non viva anche il dolore di questi attacchi stupidi”.

Gli assenti

Sono “ben 249” , ha scritto il primario del Dipartimento delle Emergenze, il dottor Ciro Mauro. Al quotidiano Repubblica ha poi aggiunto: “Ovviamente il mio grazie va a tutti quelli che continuano a battersi, e che sono in condizioni di lavorare “. Per tutti gli altri, invece, “non toccano a me gli accertamenti – ha aggiunto ancora -. Certo è un numero strano. In una Regione che funziona al punto da inseguire i runner per strada, mi aspetto anche rigore per chi è chiamato a fare il suo dovere. In sicurezza, ci mancherebbe”.