Coronavirus, Napoli: multe per assembranti nel fine settimana

·3 minuto per la lettura
Via Toledo
Via Toledo

La città di Napoli è nuovamente al centro di polemiche causate dal mancato rispetto delle norme anti-contagio imposte a livello nazionale per contrastare la diffusione del coronavirus. Nella sola giornata di sabato 19 dicembre, sono stati compiuti numerosi controlli che hanno comportato il rilascio di svariate multe.

Covid, controlli e multe per assembramento a Napoli

La Polizia Municipale di Napoli, sotto la guida del generale Ciro Esposito, ha setacciato la città partenopea per garantire il rispetto delle norme anti-Covid ed evitare la formazione di assembramenti. Durante i sopraluoghi, proseguiti fino a notte inoltrata, sono state monitorate soprattutto le aree specifiche della movida napoletana.

In totale, gli agenti di polizia hanno esaminato 426 soggetti e 36 esercizi commerciali.

Nel primo caso, sono stati rilasciati cinque verbali: tre dei quali destinati a sanzionare persone sorprese a violare l’obbligo relativo all’utilizzo della mascherina e altri due per essere stati sorpresi durante spostamenti non consentiti. In Campania, infatti, secondo quanto previsto per lo status di zona arancione, non permesso viaggiare tra i Comuni né lasciare il proprio domicilio per motivi che esulino da questioni di salute, di necessità o di esigenze lavorative.

Nel secondo caso, invece, sono stati emessi dieci verbali. Tra gli esercizi commerciali figurano attività di vario genere come, ad esempio, un parrucchiere multato per non aver rispettato il distanziamento sociale tra i suoi clienti e non averli fatti entrare a scaglioni nel negozio, o un supermercato, sanzionato per non aver esibito l’adeguata segnaletica relativa al distanziamento e per non aver adottato alcun tipo di dispositivo di protezione alle casse. Alcune sanzioni, poi, sono state stabilite per cinque baretti, colpevoli di aver avallato assembramenti in prossimità del locale e il consumo di bevande dal dubbio confezionamento. Un altro bar, invece, ha ricevuto un verbale dopo aver constatato la vendita di bevande destinate all’asporto non fornite di alcun tipo di confezione. Multe, infine, anche per un negoziante reo di non aver indicato il numero massimo di clienti che potevano accedere nella propria attività e per un venditore ambulante attivo nel mercato di piazza Gravina, fautore della creazione di un corposo assembramento.

L’azione congiunta delle forze dell’ordine napoletane

Accanto all’azione svolta dalla Polizia Municipale di Napoli, la giornata di sabato 19 è stata caratterizzata anche da un’intensa attività di controllo portata avanti dalla Guardia di Finanza e dagli esponenti dei Commissariati San Paolo, San Ferdinando e Vicaria-Mercato. Le forze dell’ordine hanno accuratamente posto sotto sorveglianza la zona dei famosi ‘baretti’ di Napoli e di Chiaia.

In questo contesto, sono stati fermati e controllati cinque veicoli e ottantacinque soggetti (dieci dei quali avevano precedenti penali). Le persone sanzionate per essersi allontanate dal comune di residenza sprovviste di valida motivazione o per aver assunto bevande nei pressi di bar e locali sono state, in totale, cinque.

Gli esercizi commerciali ispezionati, invece, sono stati quattro: due di essi sono stati multati per aver violato le norme anti-contagio. Un bar in vico Belledonne a Chiaia, infatti, è stato sanzionato per aver distribuito bevande per l’asporto prive di confezionamento, consumate all’ingresso del locale, mentre un bar in via Filangieri ha permesso che le consumazioni avvenissero, tradizionalmente, al bancone o ai tavoli posizionali all’interno della struttura.

Sempre nella serata di sabato, gli agenti del Commissariato Decumani hanno lavorato al fine di prevenire il verificarsi di assembramenti nel centro della città di Napoli e, in particolare, in luoghi del centro storico come piattezza Nilo e piazza San Domenico Maggiore. Le forze dell’ordine impiegate presso il Commissariato Decumani hanno sottoposto a controllo 210 soggetti e rilasciato dodici multe per violazione delle norme anti-coronavirus quali il mancato utilizzo della mascherina, l’allontanamento immotivato dal comune di residenza o il consumo di bevande presso specifici esercizi commerciali.