Coronavirus, Navalesi: pazienti peggioravano a velocit della luce

Bnz

Venezia, 5 giu. (askanews) - "La cosa che mi ha colpito che avevo l' impressione che questi pazienti peggiorassero alla velocit della luce. Arrivavano e parlavano normalmente e in una notte erano gi moribondi. E' andata bene oggi ho paura di quello che avrebbe potuto succedere se non avessimo avuto la prudenza di saturare i posti letto". A dirloPaolo Navalesi, responsabile dell'Unit operativa di Anestesiologia e Terapia Intensiva dell'Azienda Ospedaliera di Padova nel corso del punto stampa presso la Protezione Civile a Marghera.

"La terapia intensiva non un posto dove si va a morire - ha spiegato il professore - il paziente con prognosi infaustadeve poter morire in reparto con parenti o meglio a casa. Non lo porto a morire da solo in un reparto dove non c' giorno o notte, sottoposto a deprivazione del sonno . Ecco perch necessario scegliere una finestra di tempo in cui la terapia intensiva sia davvero necessaria".