Coronavirus, nave da crociera respinta: il Messico autorizza lo sbarco

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Via libera allo sbarco dei passeggeri a bordo della MSC Meraviglia, la nave da crociera respinta da Giamaica e Cayman per timore del contagio da Coronavirus. Il Messico, che aveva già autorizzato l’attracco della nave al porto di Cozumel, ha acconsentito anche a far scendere i viaggiatori dalla nave, dopo aver “ricevuto dalle autorità sanitarie la conferma ufficiale che, anche a seguito dei test medici effettuati dalle medesime durante la notte, a bordo della Meraviglia non ci sono casi di Coronavirus ma solo due casi di semplice influenza stagionale“, informa MSC Crociere. I passeggeri potranno dunque procedere con le visite turistiche previste.

Coronavirus, nave da crociera respinta

La nave da crociera MSC Meraviglia, dopo alcune ore di attesa al largo della Giamaica, è ripartita in direzione delle Cayman, dove le è stato nuovamente rifiutato lo sbarco. Un passeggero italiano a bordo, Tonino M., ha raccontato: “Siamo partiti domenica (23 febbario, ndr) da Miami e oggi avevamo la prima tappa in Giamaica, a bordo saremo almeno 200/300 italiani. Dovevamo sbarcare alle nove di questa mattina (ora locale) ma di ora in ora continuavano a fare annunci dicendo che dovevano risolvere un problema con le autorità locali. Avevamo capito tutti che il problema era legato al Coronavirus”.

E ancora: “Gli autisti che ci attendevano in porto a un certo punto sono andati via e ci hanno comunicato che non ci avrebbero fatto sbarcare, in pratica l’hanno saputo prima loro di noi. Io sono in vacanza con mio figlio, domani è previsto di sbarcare alle Isole Cayman, poi Cozumel, Bahamas e dovremmo tornare a Miami domenica prossima. A questo punto non so cosa accadrà, ma il timore è che ora tutti i porti ci respingeranno”.

“Negli Stati Uniti – continua il passeggero – siamo arrivati sabato e non abbiamo avuto alcun problema né controlli. Nemmeno la temperatura ci hanno misurato. Lo hanno fatto solo a Miami al momento dell’imbarco. Non ci aspettavamo questa situazione, siamo tutti stupiti a bordo. E non vogliamo che le nostre famiglie si preoccupino”. Infine: “Un membro dell’equipaggio ha una normale influenza, cosa che abbiamo comunicato come da prassi alle autorità portuali. Lì sono iniziati i problemi. Il Ministero della salute della Giamaica aveva poi dato il consenso allo sbarco in maniera informale, non scritta, ma ci sono stati ritardi nelle comunicazioni con le autorità portuali e siamo ripartiti. C’è una psicosi generale, quello che accadrà negli altri porti al momento non possiamo prevederlo”.