Coronavirus negli Usa: file chilometriche per comprare armi

Cornavirus negli Usa: in fila per armi e munizioni

Il Coronavirus scatena il panico negli Usa, dove però si fa la fila anche per comprare armi e munizioni. Dopo l’assalto ai supermercati a caccia di carta igienica, che si è verificato a seguito dell’annuncio da parte di Donald Trump dello stato di emergenza, gli americani corrono ai ripari armandosi.

Usa: è corsa alle armi

Come racconta il Los Angeles Time, in poche ore le vendite di armi e munizioni in America sono cresciute esponenzialmente. Ma cosa spinge i cittadini ad armarsi per l’avvento del Coronavirus? L’unica ipotesi plausibile è quella del timore di una rivolta, magari scatenata dalla mancanza di prodotti alimentari o medicinali.

Secondo quanto riportato da Usa Today, un uomo di 71 anni ha acquistato oltre 1500 dollari di munizioni per “proteggere” la sua famiglia.

Shopping per paura del Coronavirus

Non solo spese pazze nei negozi Usa, anche in quelli online c’è stata letteralmente una corsa agli armamenti. Secondo i proprietari di alcuni siti web che vendono armi, si tratta di un’abitudine comune quando si verificano eventi che preoccupano i cittadini americani, come l’arrivo del Coronavirus oltreoceano.

Donald Trump Junior, figlio del Presidente degli Stati Uniti, ha twittato il suo sostegno nei confronti di questa scelta da parte dei cittadini americani. “Non ne hai bisogno finché non ne hai bisogno”, ha scritto sul suo profilo Twitter.

La psicosi dalle strane scelte

Abbiamo tanto parlato della psicosi dimostrata dagli italiani non appena il Coronavirus è arrivato nel nostro Paese, ebbene la stessa cosa si è verificata negli Usa.

I supermercati sono stati presi d’assalto, fra i beni di prima necessità a sparire per primi dagli scaffali.. la carta igienica. Il motivo di questa scelta è da ritrovarsi nell’assenza del bidet: nessun americano ce l’ha, per questo non è andata a ruba la pasta.

In Olanda, invece, i cittadini sono accorsi nel distretto a luci rosse per fare incetta di cannabis nei coffee shop, prima dell’inevitabile chiusura di tutti i negozi.