Coronavirus, Niccolò dimesso: “Felice di riabbracciare i genitori”

Coronavirus, studente Niccolò verrà dimesso

Niccolò, lo studente di 17 anni tornato da Wuhan, zona di maggiore diffusione del Coronavirus, è stato dimesso dallo Spallanzani sabato 29 febbraio. Il giovane era risultato sin da subito negativo a tutti i test del caso. Tuttavia è stato preferibile tenerlo in isolamento per qualche giorno. Ora la quarantena è terminata e il ragazzo può tornare a casa. Era rimasto bloccato a Wuhan a causa di una febbre per diversi giorni. Al suo rientro in Italia, è stato portato subito alla Spallanzani. “I miei genitori stanno arrivando a Roma. Sono felice. Non vedo l’ora di riabbracciarli“, ha dichiarato l’adolescente ai medici.

Coronavirus, Niccolò è stato dimesso

“Nella giornata di sabato 29 febbraio, il giovane italiano rientrato dalla città di Wuhan il 15 febbraio con un trasporto dell’Aereonautica militare Italiana, è stato dimesso dal nostro istituto dopo aver completato il necessario periodo di quarantena“. “L’istituto – continua il bollettino – è felice di poter condividere questa gioia con la famiglia del ragazzo ed i suoi amici”.

L’ospedale per il momento ha valutato 180 i pazienti. 136 sono risultati negativi al test e dimessi. Quarantaquattro sono tutt’ora ricoverati. Migliorate anche le condizioni dei due turisti cinesi che, sulla via della guarigione, verranno dimessi a breve. La coppia è ricoverata allo Spallanzani dallo scorso 29 gennaio.

Francesco Vaia, direttore sanitario dell’ospedale Spallanzani, si è dimostrato soddisfatto. “Tre guariti su tre è un successo che come italiani dobbiamo rivendicare, anche come sistema sanitario”, ha dichiarato.

Le parole dei genitori

“Niccolò sta benissimo, siamo felicissimi di poterlo riabbracciare” hanno dichiarato i genitori, durante l’incontro con la stampa e con i medici dello Spallanzani. Comprensibilmente il ragazzo “non vede l’ora di uscire” ma “non l’abbiamo mai sentito scoraggiato, è stato sempre forte e non si è mai perso d’animo. Non abbiamo mai avuto paura che fosse contagiato, tutte le precauzioni le ha sempre prese, è stato attento. Ha detto che tornerà sicuramente in Cina“.

Prima però lo aspetta il rientro a casa, tanto riposo e “il ritorno alla vita normale. C’è la scuola che lo aspetta. Quando sarà possibile, gli faremo una festa. Non mi ha chiesto piatti speciali per il suo rientro a casa o coccole, qua è stato coccolato all’inverosimile, è diventato il figlio di tutti e non gli è mancato nulla“.