Coronavirus, nuova autocertificazione: tutte le novità

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Per dimostrare che i propri spostamenti sono dovuti a situazioni di salute o necessità e non violino le norme anti coronavirus, gli italiani dovranno compilare una nuova autocertificazione (per scaricare il modulo cliccare QUI). É quanto affermato dal capo della Polizia Gabrielli in ottemperanza ai nuovi provvedimenti pubblicati in Gazzetta Ufficiale. Il modello è stato pubblicato sul sito del Ministero dell’Interno nel pomeriggio di giovedì 26 marzo.

Coronavirus: nuova autocertificazione

L’annuncio giunge a soli tre giorni di distanza dal precedente cambiamento del modulo. Una situazione su cui “sono state fatte ironie, ma cambiano le disposizioni e noi lo dobbiamo aggiornare anche per intercettare i quesiti che arrivano dai cittadini“. L’ultima modifica riguardava l’aggiunta dell’indicazione del proprio domicilio (e non solo della residenza), l’indirizzo da cui ha avuto inizio lo spostamento e il luogo di destinazione.

Gabrielli non ha spiegato i cambiamenti che subirà il modulo, che riguardano le nuove multe previste dal governo per chi viola le norme varate. Ha infatti sottolineato che una sanzione aggiornata dall’esecutivo e specifica per chi non ha rispettato la quarantena prevede l’arresto da 3 a 18 mesi e una sanzione amministrativa da 500 a 5000 euro. Il riferimento è all’articolo 260 delle leggi sanitarie.

Fino al 24 marzo 2020 le persone controllate sono state due milioni e mezzo tra cui 110 mila trovate con comportamenti non corretti. Costoro hanno subito la denuncia per il reato disciplinato dall’articolo 605 del codice penale, quello relativo all’inosservanza dei provvedimenti dell’autorità.

Ha poi assicurato che le denunce effettuate a chi non ha rispettato le norme non finiranno nel nulla. Ha infine ringraziato tutte le forze dell’ordine che ogni giorno sono impegnate nello spezzare la catena del contagio con “sforzo, passione e determinazione in un momento così delicato come questo“.

Le novità

Tra le novità della nuova autocertificazione, oltre al riferimento alle “sanzioni previste dall’art. 4 del decreto legge 25 marzo 2020,
n. 19″, si nota anche la comparsa di un elenco dei possibili casi di “necessità” per cui è previsto lo spostamento al di fuori dell’abitazione. Le casistiche riportate dal modello sono: “Lavoro presso …, devo effettuare una visita medica, urgente assistenza a congiunti o a persone con disabilità, o esecuzioni di interventi assistenziali in favore di persone in grave stato di necessità, obblighi di affidamento di minori, denunce di reati, rientro dall’estero, altri motivi particolari”.