Coronavirus, nuovi casi di contagio a Codogno dopo la riapertura

Nuovi casi di Coronavirus a Codogno

Nuovi casi di contagio da Coronavirus nella città di Codogno, in Lombardia. Nota ormai per essere stata epicentro di quella che un tempo era solo un’epidemia, dopo il DPCM emanato dal Governo Conte l’8 marzo 2020 era stata dichiarata ex zona rossa.

Nuovi casi di Coronavirus a Codogno

Sindaci ed abitanti del Comune lo temevano da tempo: riaprire la città sarebbe stato un grosso rischio. I primi divieti introdotti, ovvero la quarantena domiciliare per tutti i cittadini e la chiusura totale salvo esercizi essenziali, aveva avuto conseguenze positive sui contagi.

Nel tempo, si era registrato un calo fino allo stallo. L’8 marzo 2020, la zona viene dichiarata “ex rossa” e si poteva riprendere a spostarsi per lavoro ovunque, i negozi riaperti. Da allora, i casi di Coronavirus sono di nuovo aumentati, come c’era da immaginarselo d’altronde.

Ci sono sei positivi in più, quando nelle ultime giornate c’era stato uno stop a 268 casi. “Noi abbiamo fatto sforzi molto rigidi, i risultati si sono visti perché nelle prime due settimane c’ è stata una riduzione dei contagi”, dicono alcuni cittadini di Codogno. “Ora quegli sforzi rischiano di essere vanificati”.

Il Sindaco: “Si muore ancora”

Secondo il sindaco Passerini, dal 22 febbraio al 22 marzo 2020 i morti sono stati quasi il triplo rispetto agli anni passati. “Si muore ancora, ogni giorno, ma è l’ effetto dei contagi delle scorse settimane”, spiega il primo cittadino.

La città e tutte le altre prime zone rosse d’Italia, avevano fatto da esempio per capire come poter gestire la pandemia Coronavirus. Ora, con la ripresa dei contagi dopo la riapertura, c’è un nuovo messaggio da ascoltare e del quale farne tesoro: mai abbassare troppo la guardia.