Coronavirus, nuovo focolaio in Cina: è una città al confine con la Russia

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Tensioni al confine tra Russia e Cina da quanto una città cinese, Suifenhe, ha tutte le caratteristiche per essere definita un nuovo focolaio da coronavirus. Proprio ora che la Cina ha superato il picco dei contagi, in quel territorio si stanno verificando diversi casi importati che hanno costretto Pechino a metterlo in quarantena e a costruire un ospedale di emergenza come era successo a Wuhan. Gli ospedali della piccola cittadina hanno infatti solo 502 posti letto occupati dai contagiati arrivati prima della chiusura dei confini.

Coronavirus in Cina: focolaio al confine con la Russia

In soli cinque giorni sono state diagnosticate 118 positività tra i cittadini cinesi tornati dalla Russia attraverso il confine di Suifenhe. Per evitare che la situazione sfugga di mano, la Cina ha da una parte obbligato gli abitanti della città a restare a casa (può uscire soltanto un membro della famiglia per fare la spesa) e dall’altra chiuso il confine e impedito nuovi rientri ai suoi abitanti.

Una soluzione che ovviamente ha lasciato scontenti centinaia di cinesi che, dopo la cancellazione dei voli internazionali, hanno premuto per tornare in patria via terra prendendo l’aereo fino a Vladivostok e raggiungendo in autobus la frontiera di Suifenhe, salvo poi trovarla sbarrata. D’altra parte la Russia sta già facendo il conto con l’aumento dei suoi casi positivi e non può occuparsi anche quelli degli emigranti.

Ha infatti chiesto alla Cina di riaprire il confine per alleggerire la situazione, ma non sembrano esserci segnali di apertura in questo senso. Pechino avrebbe infatti intenzione di farlo soltanto quando avrà riportato sotto controllo la situazione della nuova città focolaio ed essersi attrezzata per accogliere altri cittadini di ritorno.