Coronavirus, oltre 850 casi in 36 Paesi africani, 21 i decessi

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Roma, 20 mar. (askanews) - Sono più di 850 i casi di coronavirus confermati ad oggi in 36 Paesi africani, con 21 decessi registrati in sei Paesi, stando all'ultimo bilancio fornito dall'agenzia Africa Centres for Disease Control and Prevention (CDC) dell'Unione africana. Egitto, Sudafrica e Algeria sono i più colpiti, rispettivamente con 256, 202 e 90 contagi. I decessi sono avvenuti in Algeria, Egitto, Marocco, Burkina Faso, Sudan e Tunisia.

"Il Covid-19 è un nemico serio", ha sottolineato John Nkengasong, direttore di CDC, lanciando un appello agli africani a "combatterlo con forza e a non permettergli di avere la meglio".

Da parte sua, il direttore regionale per l'Africa dell'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), Matshidiso Moeti, ha definito "molto preoccupante" il rapido incremento dei contagi registrato nell'ultima settimana, invitando i governi nazionali ad "attingere a tutte le loro risorse e capacità e a rafforzare la loro risposta". Moeti ha quindi aggiunto: "Adottare misure adattabili al contesto africano è cruciale per contenere la diffusione del virus".

I dati demografici del continente sono infatti molto diversi da quelli di Cina, Europa e Stati Uniti: l'Africa vanta la popolazione più giovane al mondo e ad oggi sembra che siano le persone anziane le più vulnerabili al Covid-19. Tuttavia è anche vero che sono più a rischio le persone con patologie pregresse e in tutto il continente africano si contano quasi 26 milioni di persone con Hiv e oltre 58 milioni di bambini la cui crescita è stata compromessa dalla malnutrizione. Per questo, ha sottolineato l'Oms, è possibile che i giovani siano più a rischio in Africa che in altre zone del mondo.

Nelle ultime settimane l'Oms ha garantito ai Paesi africani kit per i test Covid-19, formato tecnici di laboratorio e rafforzato il monitoraggio nelle comunità. Ad oggi si contano 45 Paesi in grado di eseguire i test, mentre i governi nazionali hanno cominciato ad adottare misure sempre più restrittive per cercare di contenere la diffusione del virus, cancellando voli, chiudendo le frontiere, le scuole, i luoghi di culto, i luoghi di ritrovo e sollecitando la popolazione al distanziamento sociale, sebbene si tratti di una misura difficilmente applicabile nelle città e negli slum sovraffollati del continente.

A preoccupare, però, è soprattutto, la fragilità dei sistemi sanitari africani che, nel migliore dei casi, contano in media su due dottori ogni 10.000 abitanti, e in città.