Coronavirus, Ordine medici: mettere in sicurezza, qui e ora

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Roma, 15 mar. (askanews) - "Le affermazioni fatte da Fortunato Paolo D'Ancona, ieri in conferenza stampa, ci sconcertano e ci rattristano. Ci sconcertano perché, quando un ricercatore parla in nome e per conto di un'istituzione, dovrebbe lasciare in secondo piano quelli che, in un contesto che sta diventando di medicina delle catastrofi, sono tecnicismi epidemiologici, che appaiono, agli occhi di chi è in prima linea, medici, malati, familiari, inutili sofismi. Ci rattristano profondamente, perché, insinuando, certamente al di là delle intenzioni, dubbi offensivi e perniciosi, non rendono giustizia a singoli professionisti e intere professioni, che stanno lottando a mani nude contro il virus". Duro il commento del Presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici (Fnomceo), Filippo Anelli, sulle parole pronunciate ieri in Conferenza Stampa da Fortunato "Paolo" D'Ancona, componente del Gruppo di lavoro dell'Istituto Superiore di Sanità sulla prevenzione e gestione delle infezioni. D'Ancona, rispondendo alla domanda di un giornalista sull'elevato numero di operatori sanitari contagiati, ha precisato: "Dobbiamo approfondire se l'esposizione sia avvenuta professionalmente o nella vita privata".

"I medici stanno combattendo a mani nude perché i dispositivi individuali di protezione ancora non arrivano, o arrivano in maniera assolutamente inadeguata per numero e per qualità - continua Anelli -. Addirittura, alcuni hanno perso questa battaglia, sino ad arrivare al sacrificio estremo, come il nostro Roberto Stella. Altri continuano a rischiare la loro vita, per assistere i pazienti, pur in condizioni strutturali assolutamente disperate, con turni massacranti e interminabili, che compromettono il livello di attenzione aumentando il rischio di infettarsi, in ospedali che non hanno più niente degli ospedali che conoscevamo prima". (Segue)