Coronavirus, Orlando: "Salvini? In più occasioni si rifiutò di venire in Parlamento"

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"È segno della vitalità della nostra democrazia il fatto che esponenti politici non sempre, almeno apparentemente, sensibili alla centralità del Parlamento lo siano diventati". Lo scrive Andrea Orlando su Facebook. E poi, riferendosi a Matteo Salvini, sottolinea: "Ricordiamo tutti di un ministro dell’Interno che si rifiutò in più occasioni di riferire alle Camere e ad alcune Commissioni bicamerali su vicende assai rilevanti. Lo stesso che fece sapere il giorno in cui doveva essere ascoltato di avere cose più importanti da fare. Ma tant’è". 

Dopo aver fatto sapere di aver "terminato il periodo di autoisolamento che mi era stato prescritto dai medici due settimane fa, dopo che Nicola Zingaretti era risultato positivo al test del coronavirus", ha scritto: "Nelle prossime ore, nel pieno rispetto delle nuove misure adottate dal governo, tornerò a Roma per riprendere l’attività alla Camera dei deputati. Sì, perché il Parlamento non è chiuso. Il Parlamento non può chiudere, tanto più in un momento così difficile. Ai buontemponi di Casa Pound, tralasciando altre considerazioni, faccio notare che il sabato e la domenica è stato raramente aperto".  

"La Camera, con il parere favorevole di tutti i gruppi, tutti, ha deciso di ridurre la propria attività, limitandola alle questioni più urgenti, poiché alcuni parlamentari erano risultati positivi. Quindi, così come si è fatto in molte grandi aziende, si è circoscritta l’attività per consentire di adeguare lo svolgimento delle sedute agli standard prescritti ed evitare di trasformare l’Assemblea in un focolaio", ha affermato poi.  

"Il Parlamento deve riprendere appena possibile il pieno ritmo. Così come la normale dialettica con il governo. È importante che affronti, prima di tutto, l’emergenza sia sotto il profilo sanitario, sia su quello economico. Per farlo si dovrà partire dai provvedimenti del governo e tener conto delle compatibilità economiche. Vi sono questioni da affrontare che i cambiamenti indotti dal virus hanno reso ancora più urgenti, che da un lato prescindono dall’emergenza e, dall’altro, almeno in parte, dalla finanza pubblica", ha scritto ancora Orlando. "Naturalmente in Parlamento ciascuno svolgerà il proprio ruolo come ritiene più opportuno, ma sarebbe bello che mentre si gestisce questo evento drammatico e straordinario le Camere iniziassero a preparare il futuro"., ha sottolineato concludendo: "Se le Assemblee non fossero usate soltanto come tribune per lanciare invettive, recitare comizi a favore di riflettori, ma anche come luoghi per trovare insieme soluzioni per affrontare questo tempo tanto complicato, avremo reso la ricorrente affermazione che 'ne usciremo più forti' qualcosa in più di un semplice esercizio di retorica".