Coronavirus, Orneli (Lazio): piano demanio marittimo -2-

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Roma, 3 giu. (askanews) - "Finalmente vediamo la luce di un adempimento che la Regione Lazio ha posto in essere sin dal 2007", ha detto Orneli. "Il Pua regionale è un documento molto importante che dà indirizzi ai Comuni sul demanio marittimo per realizzare i Pua comunali. In realtà già nel 2015, con l'aggiornamento della legge regionale, si dava in capo ai comuni la possibilità di redigere i Pua comunali anche in assenza di Puar. Dal momento in cui questo atto verrà approvato i Comuni, entro termini stringenti, devono adeguarsi. Molti comuni lo hanno già fatto, sulla base delle indicazioni del Regolamento regionale approvato nel 2016, altri si devono aggiornare. Si dà una certezza assoluta e in questo momento anche molto tempestiva. Siamo in un ambito in cui c'è la necessità di dover adempiere alla norma relativa al demanio marittimo contenuta nel DL Rilancio. Il Pua è un documento che entra nel merito e immagina un assetto anche trasformato del litorale del Lazio. La Regione Lazio credo sia l'unica a prevedere l'obbligo per ciascun comune di avere almeno il 50 per cento del fronte mare destinato alla pubblica fruizione, abbiamo norme molto precise per varchi, visuali del mare, parchi. La gestazione del Pua regionale è stata molto lunga perché è stata fatta la Vas (valutazione ambientale strategica), completata qualche tempo fa, e oggi siamo a portare un elemento dotato di Vas all'approvazione definitiva del Consiglio regionale. Altra previsione - ha proseguito Orneli - che fu decisa dal Consiglio del 2016, ogni comune deve definire degli ambiti omogeni e per ciascun ambito avere almeno il 20% di spiagge libere, quindi un doppio livello. Riguardo alle visuali del mare, il 50% deve essere garantita, quanto agli interventi di costruzione e ricostruzione le cabine, corpi accessori, devono essere tutti previsti in modo perpendicolare e non parallelo per non determinare ostruzioni alla visuale del mare. Anche le recinzioni non devono creare ostacolo alla visuale. Laddove non sono previste spiagge libere, i Comuni devono prevedere varchi di accesso all'arenile nella misura di uno ogni 300 metri. C'è una delega ampia ai Comuni che devono disciplinare altri aspetti, come il distanziamento ombrelloni. Altra innovazione molto importante, prevista già dal Regolamento del 2016, nel rilascio delle concessioni pluriennali agli stabilimenti balneari, alle aree con servizi, i comuni possono decidere anche la compartecipazione dei concessionari ad opere pubbliche - come la difesa della costa, i ripascimenti, la manutenzione del verde, la sistemazione del lungomare - che si considerano investimenti utili ai fini del calcolo della concessione pluriennale. Si tratta, ha concluso Orneli, di "principi largamente condivisi dal Consiglio regionale - c'è stata un'ampia convergenza - che sono da un lato la diversificazione dei servizi, un valore nel momento in cui vogliamo rilanciare dal punto di vista economico il turismo balneare, dall'altra la destagionalizzazione, per un utilizzo degli impianti tutto l'anno. Siamo dentro una totale continuità rispetto a quanto già approvato, approvando il Pua regionale diamo un grande segnale e ci assicuriamo che entro un certo periodo di tempo avremo finalmente regole omogenee e uniformi su tutto il litorale laziale. Ci sono ampi margini di crescita dal punto di vista economico. Questo è il tempo giusto per arrivare all'approvazione di un atto molto atteso dalle amministrazioni, dalle associazioni di categoria su cui il Consiglio regionale può fare un grande lavoro".