Coronavirus: a Padova studentessa discute la tesi via Skype dalla Cina

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Arriva a Padova la storia di una studentessa cinese che è riuscita a discutere la sua tesi di dottorato via Skype, essendo impossibilitata la lasciare la Cina a causa dell’epidemia di coronavirus che sta investendo il paese asiatico. Nella giornata del 12 febbraio, Wenfang Cao ha infatti ottenuto il dottorato presso il Dipartimento Territorio e sitemi agro-forestali dell’ateneo veneto, con una tesi dal titolo “La quantificazione dell’impatto socio economico sulla geomorfologia”.

Coronavirus: tesi discussa via Skype

La ragazza era tornata in Cina per un breve periodo di vacanza prima della tesi, quando il Paese è improvvisamente piombato nell’emergenza sanitaria. Wenfang Cao non si è persa però d’animo e rimanendo in contatto con la sua università e riuscita a discutere la sua tesi di dottorato seguendo al contempo tutte le prescrizioni mediche per evitare di essere contagiata dal coronavirus Covid-19.

Una storia di speranza che viene commentata anche dal rettore dell’ateneo padovano Rosario Rizzuto, che ai microfoni dei giornalisti ha dichiarato: “Un segnale di speranza e di forza d’animo. Nonostante la situazione oggettivamente difficile, Wenfang Cao ci dimostra come la conoscenza non abbia limiti, leva per superare ogni ostacolo. Nella ricerca c’è la chiave per migliorare il futuro del pianeta: alla nostra dottoranda vanno i complimenti di tutta la grande comunità dell’ateneo patavino. Ribadisco il messaggio che ho voluto mandare a nome dell’Università di Padova al popolo cinese: siamo loro vicini e pronti ad affrontare insieme questa emergenza sanitaria, che in un mondo iper-connesso come il nostro non può che essere globale”.

Le parole del relatore

A complimentarsi con la studentessa cinese è stato anche il suo relatore, il professor Paolo Tarolli, che ha espresso parole di elogio nei confronti di Cao: “È stata una dei miei studenti più brillanti, il suo carico di energia, positività, entusiasmo, e soprattutto curiosità lo porterò sempre con me. È stato un onore averla affiancata in questo cammino di tre anni. Mi ricordo ancora il nostro primo incontro nella giornata di benvenuto dei nuovi studenti di dottorato. Un cammino che ha avuto anche difficoltà e momenti di smarrimento, ma che alla fine si è concluso con il migliore dei risultati”.