Coronavirus, Palombelli: “Al Nord più diffuso perché ligi al dovere”

Coronavirus Barbara Palombelli

Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Piemonte: è il Nord Italia a essere più coinvolto dall’emergenza Covid-19. Secondo gli esperti, sono le polveri sottili ad accelerare la diffusione dell’infezione, in particolare nella Pianura Padana. Intervenuta sull’allarme Coronavirus al Nord, Barbara Palombelli ne ha dato una sua interpretazione. In molti, tuttavia, pare non abbiano gradito il suo commento. Spiazzati i cittadini del Sud, che ora fanno appello al marito Francesco Rutelli, affinché prenda le distanze dalle moglie.

Coronavirus, Rutelli contro Barbara Palombelli?

“Il 90% dei morti è al Nord perché sono tutti ligi e vanno a lavorare”. Con queste parole Barbara Palombelli, nel corso della sua trasmissione Stasera Italia, in onda su Rete 4, ha spiegato qual è per lei il motivo per cui siano più numerosi al Nord Italia i contagi e i morti causati dal Covid-19.

Sicuramente la celebre presentatrice, moglie dell’ex sindaco di Roma, si riferiva alla facile trasmissione del virus legata al maggior numero di persone che si muove da una città all’altra. Le cifre, nelle grandi metropoli del Nord, risultano più consistenti. Essendoci più gente che si muove, la rapidità e la facilità del contagio rischiano di salire esponenzialmente.

Tuttavia, il Sud non ci sta e attacca: “Non ci sono giustificazioni: è un’infamia. Per alcuni, simili parole esigevano delle “scuse immediate” da parte della Palombelli. E ancora: “Uno scivolone, anche se intollerabile, può capitare”. Ma a dare l’esempio, secondo il giudizio di alcuni, deve essere il marito Francesco Rutelli. A detta di alcuni, infatti, in nome del suo ruolo istituzionale e del suo passato politico, dovrebbe discostarsi dalle affermazioni della moglie, prendendo le difese del Sud.

Le polveri sottili accelerano il virus

Sembrerebbe che le polveri sottili favoriscano ulteriormente la propagazione del Coronavirus. Così è emerso da uno studio della Società italiana di medicina ambientale (Sima) con le Università di Bologna e Bari. “Alte concentrazioni di polveri fini a febbraio in Pianura Padana hanno esercitato un’accelerazione anomala alla diffusione virulenta dell’epidemia”, si specifica nella ricerca. Secondo gli studiosi, infatti, le polveri sottili “stanno veicolando il virus”.

In Pianura Padana, “si sono osservate le curve di espansione dell’infezione che hanno mostrato accelerazioni anomale, in evidente coincidenza, a distanza di 2 settimane, con le più elevate concentrazioni di particolato atmosferico, che hanno esercitato un’azione di boost, cioè di impulso alla diffusione virulenta dell’epidemia”. A dichiararlo è stato Leonardo Setti, ricercatore del dipartimento di Chimica dell’Università di Bologna, il quale ha aggiunto: “L’effetto è più evidente in quelle province dove ci sono stati i primi focolai”.

È d’accordo anche il collega Gianluigi de Gennaro, ricercatore al dipartimento di Biologia dell’Università di Bari, il quale ha ribadito: “Le polveri sottili stanno veicolando il virus. Fanno da carrier. Più ce ne sono, più si creano autostrade per i contagi. È necessario ridurre al minimo le emissioni, sperando in una meteorologia favorevole”.