Coronavirus, Papa: il silenzio è unica risposta all'accanimento

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Città del Vaticano, 27 mar. (askanews) - L'unica risposta possibile all'accanimento e alla persecuzione, che sempre nasconde l'azione del diavolo e può manifestarsi anche sotto forma di chiacchiericcio per screditare una persona, è sopportare in silenzio: è la ricetta di Papa Francesco.

"Dietro ogni accanimento c'è il demonio, per distruggere l'opera di Dio", ha detto il Papa nella messa mattutina a Casa Santa Marta. "Dietro a una discussione o una inimicizia, può darsi che sia il demonio ma da lontano, con le tentazioni normali. Ma quando c'è accanimento, non dubitiamo: c'è la presenza del demonio".

Francesco ha fatto un esempio concreto: "Mi raccontavano alcuni vescovi di uno dei Paesi che ha subito la dittatura di un regime ateo che arrivavano, nella persecuzione, fino a dettagli come questo: il lunedì dopo Pasqua le maestre dovevano domandare ai bambini: 'Cosa avete mangiato, ieri?', e i bambini dicevano cosa era a pranzo. E alcuni dicevano: 'Uova', e quelli che dicevano 'uova' poi erano perseguitati per vedere se erano cristiani perché in quel Paese si mangiavano le uova, la Domenica di Pasqua. Fino a questo punto, di vedere, di spionaggio, dove c'è un cristiano per ucciderlo. Questo è accanimento nella persecuzione e questo è il demonio".

"Cosa si fa, nel momento dell'accanimento?", ha proseguito il Papa. "Si possono fare soltanto due cose: discutere con questa gente non è possibile perché hanno le proprie idee, idee fisse, idee che il diavolo ha seminato nel cuore. Abbiamo sentito qual è il piano di azione loro. Cosa si può fare? Quello che ha fatto Gesù: tacere. Colpisce, quando leggiamo nel Vangelo che davanti a tutte queste accuse, a tutte queste cose Gesù taceva. Davanti allo spirito di accanimento, soltanto il silenzio, mai la giustificazione. Mai. Gesù ha parlato, ha spiegato. Quando ha capito che non c'erano parole, il silenzio. E in silenzio Gesù ha vissuto la sua Passione. È il silenzio del giusto davanti all'accanimento. E questo è valido anche per - chiamiamoli così - i piccoli accanimenti quotidiani, quando qualcuno di noi sente che c'è un chiacchiericcio lì, contro di lui, e si dicono le cose e poi non viene fuori niente … stare zitto. Silenzio. E subire e tollerare l'accanimento del chiacchiericcio. Il chiacchiericcio è pure un accanimento, un accanimento sociale: nella società, nel quartiere, nel posto di lavoro, ma sempre contro di lui. È un accanimento non tanto forte come questo, ma è un accanimento, per distruggere l'altro perché si vede che l'altro disturba, molesta".