Coronavirus, Papa: "A me non tocca" è peccato di sottovalutazione

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Roma, 23 mar. (askanews) - "Abbiamo pecchiamo in qualche modo di sottovalutare il problema": intervistato via Skype da Jordi Evole per la televisione spagnola La Sexta, Papa Francesco ha fatto un'analisi psicologica e spirituale dell'atteggiamento di chi inizialmente pensava che il coronavirus fosse un problema cinese, poi italiano, e ora è invece globale.

"E' un meccanismo di difesa", ha detto Jorge Mario Bergoglio nell'intervista in castigliano: "Sempre proiettare una calamità nell'anonimato dell'universo, universalizzarlo male, renderlo non concreto, notizie... sempre esiste questa presunzione che 'a me non toccherà, io sono un preferito della società, della cultura, questo non è per me'...".

Il Papa ha dato una valutazione positiva complessivamente dei leader politici: "Molti nella difficoltà della circostazna si sono dimostrati uomini e donne impegnati che hanno preso la cosa sul serio e con responsabilità". E all'intervistatore che gli obiettava che molti non sarebbero d'accordo, accusando i politici di non aver dato l'allarme per tempo, il Papa ha risposto: "Può darsi, ma se ce lo avessero notificato probabilmente noi avremo pensato che non ci avrebbe toccato, 'è in Cina', 'è in Italia', ora è in casa... tutti pecchiamo in qualche modo di sottovalutare il problema".